Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



mercoledì 8 settembre 2010

Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine .............

…… Ed è un dato ormai processualmente acquisito che, fino a quando il suo capo indiscusso, Gaetano BADALAMENTI, non fu espulso da Cosa Nostra, la famiglia di Cinisi costituiva uno dei più importanti mandamenti della provincia di Palermo, ricomprendendo, oltre al circondario di Cinisi e Terrasini, anche i territori di Balestrate, Carini, Capaci e Isola delle Femmine (cfr. BUSCETTA, MARINO MANNOIA e MUTOLO, nonché DI MATTEO Mario Santo). Successivamente, il mandamento venne sciolto e la famiglia aggregata al mandamento di Partinico, mentre i territori che ne avevano fatto parte furono divisi tra lo stesso mandamento di Partinico e (dopo il 1982) il neo-mandamento di San Lorenzo, dopo la ristrutturazione seguita alla conclusione della sanguinosa guerra di mafia dei primi anni ’80.
In proposito, DI CARLO Francesco ha rivelato che “All’uscita di Gaetano BADALAMENTI, la famiglia è stata sciolta, quella di Cinisi. Ci hanno messo dei reggenti nella famiglia. Mi sembra che l’hanno aggregato addirittura…hanno sciolto anche il mandamento, ma la famiglia propria è stata aggregata a Partinico, a Nene’ GERACI. Mentre un’altra famiglia, proprio quella di Torretta, sciogliendo il mandamento di Cinisi che faceva parte Torretta, Carini, Cinisi, Terrasini e Capaci, la famiglia di Torretta l’hanno aggregata a Totò INZERILLO (NdR: poi assassinato nell’Aprile del 1981) visto che tutti i parenti appartenevano a lui, come imparentate. Hanno aggregato il mandamento di Totuccio INZERILLO. Mente gli altri tutti a Partitico. Mente quella di Capaci l’hanno aggregata a San Lorenzo. Hanno diviso così il mandamento”. (Cfr. dichiarazioni rese all’udienza del 27.11.96, proc. Maxi-quater).
Sostanzialmente conformi le informazioni in possesso del collaboratore FERRANTE Giovan Battista, già esponente di spicco proprio della famiglia di San Lorenzo: “Il mandamento di San Lorenzo si estendeva fino a Carini, quindi comprendeva le famiglie di Partanna Mondello, di Tommaso Natale, di Isola delle Femmine, Capaci e di Carini.”. E aggiunge: “Quando c’era qualcosa che riguardava Terrasini, Cinisi, Tappeto….Partinico…ecco, faceva parte del mandamento di Partinico” (v. interrogatorio del 24.10.96, f. 57-58, vol. 8)…..
…….. Ma soprattutto il rapporto offre un preciso riscontro alle dichiarazioni dei collaboratori che hanno rivelato l’esistenza di una consuetudine di rapporti di affari e cointeressenze tra Gaetano BADALAMENTI e i principali esponenti di quello che sarebbe diventato lo schieramento vincente nella guerra di mafia, nonché di legami fiduciari con emissari o prestanome degli stessi, come Giuseppe MANDALARI e il Geom. LIPARI (v. dichiarazioni, rispettivamente, di DI CARLO Francesco, sul MANDALARI; e di SIINO Angelo, sul LIPARI).
In particolare, si legge nel rapporto predetto:
FINAZZO Giuseppe, componente del clan mafioso capeggiato dal noto Gaetano BADALAMENTI, era l’uomo di fiducia più vicino al capo. Tale asserto trova comprova nel fatto che già in data 24.11.1977 la sede legale della S.I.F.A.C. S.p.A. “Cava Calcarea”,sita in località San Giovanni, agro di Cinisi, trasferiva la sede legale dalla via Serra Di Falco nr. 149 di Palermo alla via S. Badalamenti nr. 60 di Cinisi, abitazione di FINAZZO Emanuele, fratello di FINAZZO Giuseppe. Infatti in via Serra di Falco nr. 149 all’epoca del trasferimento domciliava MANDALARI Giuseppe, nato a Palermo il 18.08.1933, ivi domiciliato, via Serra di falco nr. 253, commercialista, appartenente al clan dei “ corleonesi” e che fu oggetto di indagini in merito alla “anonima sequestri”, nonché processato in data 8.05.1979 perché imputato di favoreggiamento del luogotenente di LEGGIO Luciano, Salvatore RIINA.
I compromessi equilibri con il gruppo dei corleonesi indussero pertanto BADALAMENTI Gaetano e i suoi associati a salvaguardare la società S.I.F.A.C., trasferendo la sede della stessa dalle mani del commercialista amico dei corleonesi, in casa propria, onde non pregiudicare una delle fonti di guadagno della consorteria mafiosa BADALAMENTI.
Le cennate vicissitudini della S.I.F.A.C. sono toccate anche alla società SAZOI, sul cui conto appare utile interloquire.
La SAZOI S.p.A. (società agricola zootecnica industriale) sorse il 13.05.1974 e stabilì la sua sede in via Sera di Falco nr. 149 di Palermo, sede anche della S.I.FA.C.
Azionisti della SAZOI erano i fratelli BADALAMENTI Gaetano e Vito mentre presidente il citato Giuseppe MANDALARI. Il 20.09.1978, la frattura con i corleonesi era ormai evidente, la società:
- cambiava denominazione, da “SAZOI” in “CAPOCABANA”;
-stabiliva il nuovo oggetto sociale come segue: “COSTRUZIONE EDILE E STRADALE, ACQUISTO DI TERRENO EDIFICABILE, ACQUISTO DI EDIFICI VECCHI DA DEMOLIRE E RICOSTRUIRE, COMPRAVENDITA IMMOBILIARE, COMMERCIALIZZAZIONE DI OGNI PRODOTTO PER L’EDILIZIA, LO SVOLGIMENTO DI OGNI ATTIVITA’ COMMERCIALE PER LA GESTIONE DI ALBERGHI, STABILIMENTI BALNEARI, BAR, RISTORANTI ED IMPIANTI RICREATIVI E SPORTIVI”,
- trasferiva la sede dalla via Sera di Falco nr. 149 di Palermo, in Contrada Mansueto di Capaci.
Rimanevano invariati gli azionisti e la presidenza veniva assunta dallo stesso BADALAMENTI Gaetano”.
E su questo punto il rapporto conclude sottolineando che “attualmente fra i sindaci del collegio sindacale della società figura RUFFINO Maria Stella, moglie dell’ucciso FINAZZO Giuseppe, mentre scompare del tutto MANDALARI Giuseppe”.
…….Di Francesco DI TRAPANI, (Immobile , sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632, sequestrato con altri beni dai ROS nel 2009) basterà rammentare, sulla scorta delle informative già citate, che all’epoca del fatto era noto agli Inquirenti come affiliato al clan BADALAMENTI, nonché ricercato per essere sottoposto allamisura della sorveglianza speciale con obbligo di dimora. D’altra parte, il suo legame con la famiglia mafiosa dei MADONIA è emerso anche nell’ambito del processo c.d.”Maxi-uno” in esito al quale il DI TRAPANI venne condannato per il reato di associazione mafiosa (v. anche scheda biografica in atti, vol.4 e e Nota 14.04.1999 a firma del C.te della stazione CC. di Cinisi, vol. 17). E dei suoi ambigui rapporti con i corleonesi, ma anche del rapporto di fiducia personale con Gaetano BADALAMENTI, hanno riferito, in termini del tutto conformi a quanto raccontato dal DI CARLO, anche i collaboratori MUTOLO e PALAZZOLO Salvatore………
Gaetano Badalamenti riuscì ad avere l’appalto per la costruzione dell'Aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Il completamento dei lavori necessitò di un’ingente quantità di roccia e ghiaia, fornite direttamente dalle sue ditte di costruzione. In una ricerca del Centro Impastato, pubblicata nel 1990, risultarono facenti capo alla famiglia mafiosa di Badalamenti alcune imprese: la Sifac, la Sicula Calcestruzzi, la Sazoi poi Copacabana, l'Immobiliare B.B.P., la Berma e la Spa Investimenti.
La SIFAC spa (Siciliana Industria Frantumazione Asfalti Conglomerati), costituita nel 1972, assieme ad affiliati del clan Badalamenti, aveva un capitale sociale iniziale di 35 milioni, ma nel 1978 esso viene elevato a 200 milioni. Stesso discorso si può fare per la Sicula calcestruzzi, costituita nel 1974, con un capitale iniziale di 15 milioni, elevato nel 1978 a 200 milioni, per la SAZOI (Società agricola Zootecnica Industriale), costituita anch'essa nel 1974, con un capitale di 20 milioni, che nel 1978 si trasforma in Copacabana spa, con un oggetto sociale molto ambizioso (acquisto terreni edificabili, costruzioni, assunzione di appalti pubblici, commercializzazione di prodotti per l'edilizia ecc.) e ha un capitale sociale di 200 milioni. Si tratta di imprese che hanno svolto attività molto limitate, mentre la Copacabana, che sulla carta voleva rappresentare un salto di qualità nell'attività imprenditoriale del gruppo Badalamenti, non ha svolto nessuna attività.

Venerdì 06 luglio 2007
Lo Stato confisca il
tesoro del boss mafioso Badalamenti: 100 milioni di euro

Non esiste una stima ufficiale, ma si tratterebbe di un patrimonio del valore di circa 100 milioni di euro, tra fondi rustici compresi tra Cinisi, Montelepre e Carini, centinaia di ettari di terreni, appartamenti a Palermo e in provincia, società come la Berna, la Investimenti spa, la Capocabana, in parte intestati alla vedova dell’ex triumviro della vecchia mafia (con Luciano Liggio e Stefano Bontade), Teresa Vitale, e ai figli Leonardo e Vito.
Presso lo studio Mandalari aveva sede la societa` S.A.Z.O.I. che secondo la Guardia di finanza di Palermo appartiene a Gaetano Badalamenti. Presidente del collegio sindacale e` proprio Mandalari. Altre societa` nella disponibilita` di Badalamenti sono: S.F.A.C. Spa, Sicula calcestruzzi Spa, Immobiliare B.B.P.ÐS.N.C, Copacabana Spa, Investimenti Spa, Ber. Ma. Asfalti Srl, Badalamenti Vito & C. S.N.C., Badalamenti Gaetano ditta individuale, Vitale teresa ditta individuale (42). (pag 27 Commissione Antimafia XIII legislatura)

Immobile sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 22. Gli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell'amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
Art. 78 Affinità
L'affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge.

Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d'uno dei due coniugi, egli è affine dell'altro coniuge.


L'affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all'art. 87, n. 4.
Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

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