Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



mercoledì 8 settembre 2010

Le Coincidenze Richiesta e Risposta di rettifica D'Arpa Valguarnera

RISPOSTA
A
RICHIESTA
DI
RETTIFICA




E' pervenuta in data3.1.08 da parte dell'Avv.Fabio Valguarnera LA RACCOMANDATA CHE DI SEGUITO volentieri e con piacere pubblichiamo.
In detta nota viene espressamete richiesta una rettifica in ordine a quanto riportato sul nostro blog.
Nell'aderire alla richiesta, ci preme precisare alcuni aspetti,forse non colti nella lettura del ns. blog, a chiarimento di quanto riportato in buona fede.
Va prioritariamente precisato che , la pagina del blog datata 19/12/2007 altro non è che un riepilogo, con annotazioni ed appunti, di taluni avvenimenti di fatti e circostanze accaduti sino al 31/12/2007.
PREME EVIDENZIARE CHE, SINGOLI ARGOMENTI così come RIPORTATI NON HANNO alcun LEGAME intrinseco TRA LORO.
La richiamata coincidenza nella missiva è prettamente casuale e, sicuramente,verificatasi per imprevedibile combinazione, casualità e fatalità con gli eventi riportati dalla stampa nazionale, certamente,a noi anzitempo sconosciuti.
Inoltre, non c'era e non c'è alcun collegamento con le notizie riportate anzitempo in ordine :alla normativa sulle assunzione nel pubblico impiego; al funzionamento dell'Ufficio Tecnico comunale; alla vicenda della Coop. Edilizia Calliope; alla scomparsa dei Maiorana ed alle notizie riportate nel blog.
Come detto sopra, solo casualità,fatalità.
Chiarito quanto sopra,evidenzio che non era mia intenzione di far presagire alcun LEGAME TRA I SUOI CLIENTI E LE COINCIDENZE, forse ERRONEAMENTE LETTE E RISCONTRATE NELLE PUBBLICAZIONI POSTE SUL NS. BLOG.
L'INTENTO DEL BLOG E’ QUELLO DI INFORMARE LA CITTADINANZA ISOLANA DEI FATTI CHE ACCADONO NEL TERRITORIO, PRECISANDO CHE NESSUN INTENDIMENTO Calunnioso è stato posto nei confronti delle persone da Lei rappresentate, ma solo una imprevedibile coincidenza temporale dei fatti verificatesi e riportati.
Tanto mi è dovuto
Con stima e rispetto.
Pino Ciampolillo

http://www.isolapulita.it/

http://isolapulita.blogspot.com/2007/12/vai-al-sondaggio-sulla-italcementi.html#links

Vai al Sondaggio sulla Italcementi http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/



MORTO GIUSEPPE DEMASI 26 ANNI CAPODANNO SOSPESO A TORINO PER LE MORTI ALLA THYSSENKRUPP

Festeggiamenti sottotono anche in altre città dove alla mezzanotte verranno spente le luci di molti palazzi pubblici


leggi su......................

http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2007/12/torino-giuseppe-demasi-e-morto-il.html#links



*NEL MESE DI NOVEMBRE DELL’ANNO 2005 IL CONSIGLIO COMUNALE HA DETERMINATO ( REPERENDONE LA RELATIVA COPERTURA FINANZIARIA) IL PASSAGGIO DI TUTTI I DIPENDENTI DA UN RAPPORTO DI LAVORO PART.TIME AD UN RAPPORTO DI LAVORO FULL-TIME. NATURALMENTE MEDESIMO ATTO E' STATO RIPROPOSTO NEGLI ANNI A SEGUIRE



SICCOME AD ISOLA DELLE FEMMINE SIAMO IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE CI SEMBRA DI CAPIRE CHE LA GESTIONE DEL PERSONALE (PROMOZIONI, ASSUNZIONI, PASSAGGI DI LIVELLO, RICONOSCIMENTI, BUONI PASTO E………) DEVE ESSERE INSERITA IN UN’OTTICA DI CONDIVISIONE ED ACCETTAZIONE.



FERMENTO TRA IL PERSONALE PER LE PROSIME MOSSE PREMIANTI CHE GLI AMMINISTRATORI SI APPRESTANO AD ADOTTARE PER ALCUNI E BEN INDIVIDUATI CONSULENTI DIRIGENTI.






POLITICA

Come evitare il reato di concussione. Manuale ad uso di amministratori pubblici e dirigenti di partito/1.




Il reato di concussione è previsto dall’articolo 317 del codice penale. Lo commette il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, il quale, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità.



Nei manuali di diritto il reato di concussione viene spiegato con il vigile che induce il droghiere a consegnargli dei generi alimentari gratis, in cambio del mancato accertamento di un infrazione. E’ un esempio fuorviante, perché il reato può essere commesso a causa dell’uso improprio di parole, espressioni, metafore ecc. I vigili urbani che commettono questo reato però sono in rapida diminuizione. E’ il caso di offrire ad altre figure professionali strumenti di conoscenza al fine di non realizzare le condizioni adatte alla commissione del reato. Un cauto uso delle parole può prevenire gravi inconvenienti, in specie durante le conversazioni telefoniche, durante le quali si comunicano in modo incontrollato i propri bisogni, ritenendo di non essere ascoltati.

Si suggeriscono espressioni tenui, scolorite, prive di enfasi, metafore, allegorie, di contenuto inequivocabile.



Partiamo da un episodio concreto. L’espressione che ha danneggiato la moglie del Ministro della Giustizia, Sandra Mastella, inducendo il magistrato a otrdionare la misura cautelare, è la seguente: “quello lì è un uomo morto”, nel senso che verrà cancellato dalla lista degli amici (come verrà chiarito successivamente). Nel caso in cui ci si trovi dunque nella necessità di riprovare il comportamento di taluno, che non ha mostrato gratitudine o, semplicemente, non abbia assecondato un desiderio o bisogno, non abbia tenuto conto della segnalazione fatta, o finto un interessamento , in realtà inesistente, in luogo dell’uomo morto, si possono adottare le seguenti espressioni:

1)quello lì non lo saluto più, nemmeno se lo vedo in chiesa;

2)quello lì non lo invito più a cena, nemmeno nel corso di una campagna elettorale;

3)quello lì non avrà più il mio numero di cellulare e non saprà dove trascorro le vacanze estive;

4)quello lì non riceverà mai più i miei auguri di Natale e Pasqua;

5)non battezzerò i suoi bambini, né farò da testimone alle nozze dei suoi figli, né parteciperò ai suoi compleanni.



In questo modo il magistrato non potrà provare né la costrizio e né l’induzione a dare o promettere indebitamente.

Vediamo ora di prefigurare altre circostanze.



Quando si raccomanda caldamente qualcuno per una nomina, un posto di lavoro, occorre utilizzare frasi poco impegnative. Non deve trasparire alcun interesse reale, né materiale o affettivo, occorre manifestare dubbi e perplessità intercalando interrogativi.



Ecco alcuni esempi concreti:

1)ti sarei grato se prendessi in considerazione l’opportunità di dare uno sguardo al curriculum del signor Tizio, perché ritengo che Tizio possa essere di aiuto all’amministrazione.

2)Ho potuto constatare nelle occasioni in cui mi è stato possibile che il signor Caio manifesta competenza e doti di intelligenza rara. Potrebbe fare al caso dell’amministrazione che tu rappresenti. Ovviamente la valutazione spetta a te ed a nessun altro, essendo l’unico titolare della decisione.

3)Le condizioni di salute del signor Sempronio sono tali da scoraggiare qualsiasi altro lavoro che non sia ciò che ti ho segnalato, capita di raro fare una buona azione nel nostro contesto, cogliamo a volo la possibilità che ci viene regalata dal signor Sempronio. Ti conosco come persona sensibile, perciò di regalo questa opportunità;

4)Non so davvero se il signor Rossi è adatto a quel compito, ma credo che abbia le carte in regola perché sia messo alla prova



Nel caso in cui l’interlocutore richieda esplicitamente qualcosa in cambio dell’accettazione del suggerimento, è consigliabile indugiare a lungo prima di esprimersi ed attendere che le parole appena ascoltate, vengano ripetute. Nel qual caso, mostrarsi indignati. Ma se la riproposizione attenua il tono della richiesta, grazie all’uso pacato degli aggettivi e all’assenza di enfasi, si può proseguire la conversazione, affermando:

1)non posso prometterti nulla perché non è nelle mie possibilità farlo, anche se potessi, devo rispetto tropo all’istituzione che rappresento perché posasa accontentarti;

2)la mia coscienza, ancor prima delle regole, mi impedisce di accedere ad una simile richiesta. Sono tuttavia convinto che potrai raggiungere il tuo obiettivo senza bisogno che io spenda una sola parola a tuo favore.

3) Meriti sicuramente la nomina, il posto cui aspira; credo che nessuno possa vantare un simile curriculum. Le tue aspettative sono legittime, mi auguro che possa conseguire il traguardo che ti sei poso. Non sarò uno spettatore disinteressato, parteciperò con affetto a questa tua giusta battaglia personale;

4)Non ti si può negare questo riconoscimento. Purtroppo non posso assicurarti nulla, ma farò il tifo per te; se occorre anche la ola…



Le espressioni suggerite mantengono lo spirito delle richieste, suggerimenti, dei sentimenti (rammarico, rimprovero, indignazione ecc.) senza incorrere in incidenti di natura giudiziaria. E’ bene comunque che, almeno in una circostanza, le persone interessate o il contesto in cui si opera, si avvertito del cambio di linguaggio. Una svolta improvvisa può ingenerare equivoci e costituire motivo di conflitto verbale con conseguenze imprevedibili.
E' IL CASO DI RIGUARDARSI LA DIRETTIVA MINISTERIALE N 7 DEL 30 APRILE 2007

http://www.guidaentilocali.it/articolo.asp?id=1432



A RAFFORZARE LA DIRETTIVA SI PUO' FARE RIFERIMENTO A.......

FORSE E' IL CASO DI BEN INTERPRETARE LA CIRCOLARE INTERPRETATIVA ANCI
1. il personale non dirigenziale

in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, ossia il personale che al 1° gennaio 2007 - data di entrata in vigore della legge – è in servizio ed ha già maturato tale requisito;

2. il personale non dirigenziale

in servizio a tempo determinato che consegua tre anni di servizio, anche non continuativi, in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006; si deve ritenere che detto personale, che deve essere in servizio al 1° gennaio 2007, potrà essere stabilizzato solo quando avrà maturato il requisito dei tre anni di servizio, poiché la norma richiede la maturazione del requisito di “precario di lungo periodo” (“che consegua… ”), in base a tre anni di servizio compiuti (prima del compimento dei 3 anni, infatti, non è possibile conoscere gli sviluppi del rapporto e le eventuali successive vicende modificative e/o interruttive dello stesso; si pensi, ad esempio, a fatti sopravvenuti di carattere disciplinare o ad altre opportunità di lavoro che consiglino l’interessato di estinguere anzitempo il rapporto in essere). Ciò implica che l’Ente, nell’effettuare la programmazione triennale dei fabbisogni, pianificherà, in relazione alla progressiva maturazione del requisito dei tre anni di servizio da parte dei dipendenti a tempo determinato, se e quando effettuare la stabilizzazione, anche in relazione a future vacanze dotazionali. Poiché il legislatore fissa come termine di riferimento il 29 settembre 2006, potrà essere stabilizzato solo il personale assunto prima di tale data e, dunque, non il personale assunto dal 29 settembre 2006 compreso in poi.

3. il personale non dirigenziale

che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, ossia il personale che è stato in servizio nel periodo compreso fra il 2002 ed il 2006;

determina 32 del 16.11.05 incarico

14.12.05



Inoltre si stabilisce che...........

§ 2. Conferimento di funzioni dirigenziali

Art. 109





1.Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 50, comma 10, con provvedimento motivato e con le modalità fissate dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, secondo criteri di competenza professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del sindaco o del presidente della provincia e sono revocati in caso di inosservanza delle direttive del sindaco o del presidente della provincia, della giunta o dell’assessore di riferimento, o in caso di mancato raggiungimento al termine di ciascun anno finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione previsto dall’articolo 169 o per responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro. L’attribuzione degli incarichi può prescindere dalla precedente assegnazione di funzioni di direzione a seguito di concorsi.

2.Nei comuni privi di personale di qualifica dirigenziale le funzioni di cui all’articolo 107, commi 2 e 3, fatta salva l’applicazione dell’articolo 97, comma 4, lettera d), possono essere attribuite, a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o dei servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale, anche in deroga a ogni diversa disposizione.






LA GESTIONE DEL PERSONALE SECONDO IL SINDACO PORTOBELLO

S. Usai (La Gazzetta degli Enti Locali 14/3/2008)


(1) Sul sito del Dipartimento della funzione pubblica.

(2) Testualmente l’Art. 63 rubricato “ Controversie relative ai rapporti di lavoro” al primo comma dispone, come siano “ devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, ad eccezione di quelle relative ai rapporti di lavoro di cui al comma 4, incluse le controversie concernenti l'assunzione al lavoro, il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la responsabilità dirigenziale, nonché quelle concernenti le indennità di fine rapporto, comunque denominate e corrisposte, ancorché vengano in questione atti amministrativi presupposti. Quando questi ultimi siano rilevanti ai fini della decisione, il giudice li disapplica, se illegittimi…”.

(3) Il quarto comma dell’articolo 63 dispone che “ Restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni….”.

(4) E’ bene ricordare che sulla specialità delle procedure di stabilizzazione del soggetto precario che ha già superato un concorso pubblico, alcuni passi sono rinvenibili ( con riferimento al comma 519 della finanziaria 2007) nella rilevante direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 7 del 30 Aprile 2007, ( sul sito). In questa testualmente si precisa che “ come peraltro espressamente previsto dal comma 519, dovra' essere rispettato il principio posto dall'art. 35, comma 1, del decreto legislativo n. 165 del 2001, dell'accesso tramite procedure selettive, con la conseguenza che qualora occorra procedere alla stabilizzazione di personale che non abbia sostenuto "procedure selettive di tipo concorsuale", la stabilizzazione per tale personale sara' subordinata al superamento di tali procedure che saranno a tal fine disposte dalle amministrazioni che dovranno assumere definitivamente i dipendenti interessati.”. Più avanti nella stessa direttiva “A tali graduatorie non si applicano le disposizioni sulla validita' e proroga previste per le graduatorie predisposte a seguito di concorsi pubblici, trattandosi di procedura speciale che mira ad assicurare anche nel tempo la trasformazione del rapporto di lavoro”.

(5) Sul sito del Dipartimento della funzione pubblica ed in Gazzetta Ufficiale N. 161 del 13 Luglio 2007.
Caricato da isolapulita

L’art.6, comma 7, della legge 127/97 ha sostituito l’art.51, comma 6, della legge 142/90, dettando una nuova ed organica disciplina del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali.

L’art.109, comma 1, del t.u. si collega all’accennato disposto introdotto dalla legge Bassanini-bis , trascrivendone il contenuto. A differenza del testo originario, nel primo periodo del comma 1 viene inserito un richiamo all’art.50, comma 10, del t.u., che così recita:

“Il sindaco e il presidente della provincia nominano i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuiscono e definiscono gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo le modalità e i criteri stabiliti dagli articoli 109 e 110, nonché dai rispettivi statuti e regolamenti comunali e provinciali”.Tra le funzioni di indirizzo spettanti agli organi di governo rientrano anche le nomine dei responsabili degli uffici e dei servizi e le attribuzioni di incarichi dirigenziali, che l’art.36, comma 5-ter, della legge 81/93, già assegnava alla competenza del sindaco .

Questa competenza è strumentale a garantire agli organi di vertice degli enti locali un potere di scelta autonomo di quei soggetti cui viene affidata la responsabilità di attuazione del programma politico-amministrativo in base al quale gli organi politici sono stati eletti.

Il conferimento degli incarichi dirigenziali da parte dei citati organi elettivi è subordinato al rispetto di alcuni limiti in precedenza fissati dall’art.51, comma 6, della legge 142/90 nel nuovo testo introdotto dall’art,6, comma 7, della legge 127/97ed ora riprodotti nel t.u. Innanzitutto il sindaco deve attenersi a criteri di competenza professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo. Inoltre, tutto il procedimento di conferimento e di revoca degli incarichi deve svolgersi nel rispetto delle modalità previste dallo statuto e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

La giurisprudenza amministrativa si è più volte pronunciata in ordine alla legittimità della decisione di conferimento o revoca degli incarichi dirigenziali, giungendo a delineare il relativo potere come fortemente connotato da un carattere fiduciario ed escludendo la necessità di una valutazione comparativa sia pure cercando di limitare e condizionare in vario modo il potere discrezionale dell’autorità politica.

Il provvedimento di conferimento deve comunque essere motivato e a tempo determinato.

Di particolare importanza è la seconda parte della disposizione del comma 1 dell’art.109, che disciplina il regime della revoca degli incarichi dirigenziali, stabilendo innanzitutto che essa si riscontra in tre fattispecie tipiche ed in una prevista mediante rinvio ai casi stabiliti dai contratti collettivi.

La revoca è prevista innanzitutto per inosservanza delle direttive del Sindaco, della giunta o dell’assessore di riferimento.

E’ interessante rilevare che il termine “direttive” esclude il rapporto gerarchico tra gli organi politici e i dirigenti, qualificando tale relazione come rapporto di direzione.

Come nel regime della legge 127/97, il t.u. mantiene l’autonomo rilievo giuridico dell’assessore di riferimento, che è titolare di un potere di direttiva in collaborazione, evidentemente con il sindaco.

La seconda ipotesi di revoca si ha in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione, che deve comunque essere verificato al termine di ciascun anno finanziario.

La terza fattispecie, la più ampia ed indefinita, è quella che si riferisce a responsabilità particolarmente grave e reiterata.

Un’ulteriore causa di revoca è riferita, tramite rinvio, ai casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro. La normativa contrattuale prevede, oltre alle fattispecie già esaminate, una causa di revoca collegata a motivate ragioni organizzative e produttive.

A differenza della norma originaria, non viene prevista nel comma 1 dell’art.109, la causa di revoca determinata dal rinvio ai casi disciplinati dall’art.20 del d.lgs. 29/93, in quanto tale disposto risulta abrogato dall’art.10 del d.lgs. 286/99. Ovviamente, anche la revoca deve essere necessariamente motivata, sia in base ai principi generali previsti dalla legge 241/90, sia in base alle disposizioni contrattuali previste a tutela della posizione del dirigente e al fine di instaurare un eventuale contraddittorio con l’amministrazione.

L’ultimo periodo del comma 1 dell’art.109 del t.u. esclude lo ius in officium del dirigente che abbia acquisito l’incarico mediante concorso. Nell’ambito del complessivo quadro legislativo della riforma del pubblico impiego non è più possibile concepire l’inamovibilità del dirigente.

Il nuovo modello delineato dal d.lgs. 29/93 prevede una separazione tra contratto e conferimento dell’incarico:

La nuova situazione organizzativa prevede la convivenza di rapporti di lavoro dirigenziali a tempo indeterminato (ma anche a tempo determinato) ed incarichi a tempo determinato, caratterizzati da revocabilità e quindi finalizzati a garantire flessibilità organizzativa.


19 Dicembre 2007

Sarà senz'altro una coincidenza, nel mentre l'amministrazione prendeva atto dei risultati della valutazione della commissione per l'assunzione del Responsabile dell'UTC arch D'arpa Sandro con il suo Vice, sulla stampa nazionale appare la notizia riferentesi alla Calliope s.r.l. :"Costruttori spariti, una pista nei pizzini. Un esattore informò Lo Piccolo Maiorana non ha pagato...a scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana: buio completo. Nessun segnale, nessuna pista valida. Dal 3 agosto non si sa più nulla dell’imprenditore edile di 47 anni e del figlio di appena 22. Quel giorno hanno lasciato il cantiere di Isola delle Femmine (Palermo), dicendo che sarebbero tornati dopo un caffè. La loro auto è stata ritrovata chiusa a chiave all’aeroporto Falcone-Borsellino. Si fa presto a dire mafia, fa notare la madre di Stefano, Rossella Accardo, ex moglie di Antonio. A ottobre ha ricevuto un sms che faceva riferimento alla lupara bianca. “Ogni volta che in Sicilia accade qualcosa”, denuncia, “si dice che è stata la mafia, ma spesso non è così, come in questo caso. Mio figlio Stefano è scomparso per colpe non sue, il padre forse lo ha coinvolto in cose più grandi e non può tornare a casa”. Depistaggi, comode soluzioni del giallo, cui la famiglia non crede e invita gli investigatori a non smettere di cercare. Non escludendo neppure la pista del rapimento. Le indagini sui movimenti e le telefonate dei due uomini e le ricerche nella zona non hanno dato esito. I carabinieri si sono concentrati sugli affari immobiliari di Antonio Maiorana e della sua convivente argentina, Karina Andre Gabriela. I cantieri della Calliope srl, di cui lei è socia, sono stati sequestrati per irregolarità..."

18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;

27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;

17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino

24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO

20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23

19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26

1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA

27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO

6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.

3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA

DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.

NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI

Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.

Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale……
isolapulita

Caricato da

ABBIATE RISPETTO PER I VOSTRI CONCITTADINI.



“Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.”.



Hans Jonas Il Principio della Responsabilità


È davvero incredibile la confusione che regna nei pensieri e negli atti dei nostri governanti.

La gestione del territorio, il concetto di responsabilità, il rispetto degli impegni presi, controllo, prevenzione e repressione non rientrano affatto negli atti e nella pratica politica amministrativa della politica isolana .

La realtà economica sociale e culturale è veramente drammatica. A nulla valgono i segnali di attenzione e di denuncia provenienti dalla stampa, da radio televisioni, da Istituzioni e Società Civile ( nel corso dell’anno vi sono state diverse interrogazioni parlamentari e diversi servizi su reti televisive nazionali e locali hanno trattato della nostra drammatica realtà).

Ciò che i nostri amministratori locali sono riusciti a partorire: Accuse e discredito di chi con spirito di sacrificio si è assunto l’impegno e l’onere di dare un senso positivo alle denuncie di tutto ciò che testimonia la mala amministrazione, il mancato controllo del territorio e l’inquinamento politico-mafioso della pubblica amministrazione (vedi la pubblica dichiarazione della moglie di Maiorana in televisione che denunciava una forte presenza mafiosa sul nostro territorio)

Se passiamo in rassegna ed analizziamo la duratura e palese “crisi politica in cui versa il Comune di Isola delle Femmine”, non possiamo fare a meno di manifestare una forte preoccupazione per i risvolti negativi che essa produce sull’intera cittadinanza accentuandone la sua già precaria situazione sociale ed economica.

I giochi della bassa politica locale, che nei suoi comportamenti si contrappone solo ed unicamente per celebrare un rituale trito e ritrito a danno di noi Cittadini inermi, manifesta la sua azione nella PURA E SEMPLICE GESTIONE DEL POTERE PER FINI STRETTAMENTE PERSONALE, di vecchia e collaudata tradizione.

Bisogna avere la capacità di mettersi in gioco per raccogliere adesione alle proprie idee, la capacità di assumersi la responsabilità di rischiare la propria faccia per svolgere bene e sino in fondo il mandato ricevuto e per cui ci si è proposti.



Fa un certo effetto, per limitarci ai nostri giorni, constatare come a distanza di circa QUATTRO ANNI di Amministrazione, si deve passivamente subire l’onta di una TOTALE INCAPACITA’ di dare risposte alle attese dei CITTADINI ISOLANI. Non bastano i drammi causati e determinati da certe ingerenze speculative che aggrediscono il nostro territorio o quelli derivanti dal qualunquismo imperante; non sono sufficienti neppure i tristi segnali d’allarme sociale che sono quotidianamente posti sotto gli occhi dei politicanti locali; il perdurare dell’alto tasso di disoccupazione che si aggrava quotidianamente nelle fasce giovanili. Tutto questo, non scuote minimamente il degrado istituzionale dentro e fuori il palazzo del potere.

Siamo ben consci che l’istituzione COMUNE è in crisi, ma nessuno (maggioranza, minoranza, destra, sinistra centro, sindaco assessore consigliere….) si guarda bene dal fare la prima mossa sulle responsabilità di detta crisi, anzi vi è l’aggravante che nessuno dei politicanti locali, accenni alla più misera analisi o sia in grado di dare uno straccio di prospettiva di futuro.



C’è veramente da restare indignati (che sarebbe poca cosa). Da semplici cittadini ci sentiamo di esprimere a gran voce il dissenso per quest’atto di menefreghismo politico, che si sostanzia nelle beghe d’infimo profilo, determinate dal riemergere di tutte le contraddizioni mai sopite. Con tutta la nostra ingenuità, oggi possiamo confessare a gran voce che probabilmente la “scissione” (farsa) a fini elettorali del 2004, determinatasi nell’allora maggioranza imperante per tornaconto di potere e che ha determinato la formazione di due aggregazioni (forse figli di una stessa medaglia, della cui partenità i cittadini di Isola non hanno alcun dubbio), sono risultate essere due “aggregazioni” che prima hanno governato Isola e oggi continuano a non governare.



Certo! In consiglio Comunale sentiamo parlare di codici etici, di lotta alla mafia, di legalità di sicurezza sociale, pochissimo d’inquinamento ambientale, - che ha deturpando le nostre bellezze naturali, creato una situazione sanitaria molto molto preoccupante, ha inibito qualsiasi possibilità di sviluppo turistico del nostro paese, si parla poco anzi si tende a nascondere l’aggressione selvaggia del territorio che rasenta il limite della legalità, con il PRG in itinere. Alla fine il dato è che, i programmi e i falsi rinnovati propositi di rilancio dell’economia locale, sono carta straccia. All’incapacità di gestione dell’ordinaria amministrazione, alle prosciugate casse comunali - per via di una politica fatta di spese improduttive e clientelari del passato e del presente, si rileva che le aggregazioni consiliari – prima e dopo i ribaltoni di maggioranza/minoranza o minoranza/maggioranza – sono incapaci di onorare gli impegni presi con i programmi scritti e ribaditi nel corso della campagna elettorale del 2004.



Affinché non passi inosservato ai Cittadini: vogliamo portare un semplice esempio d’incapacità. Dopo tante diatribe picche e ripicche, il CONSIGLIO COMUNALE NELLA SUA INTEREZZA NON E’ STATO IN GRADO DI INTITOLARE UNA PIAZZA DEL NOSTRO PAESE A PAPA PAOLO GIOVANNI II.



Come emblematica è risultata essere la posizione dell’esecutivo rispetto alla questione Italcementi. Nel nostro comunicato per il Consiglio Comunale del 18 Gennaio, Vi avevamo chiesto un atto di coraggio, di capacità di pronunciamento e di decisione, invece ancora una volta i Cittadini di Isola hanno verificato il ruolo di supremazia esercitato dalla Italcementi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Un esempio………

L’ordine del giorno firmato dal Presidente del Consiglio “Presentazione progetto della Italcementi S.p.a. nuova tecnologia per la produzione del cemento” Viene stravolto ed in maniera magistrale il nostro Comandante Italcementi, come prima diapositiva presenta ad un affollatissimo e “fedelissimo( per necessità)” pubblico il “PROGETTO DI AMPLIAMENTO DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE”



La costruzione di una torre alta 100 metri circa. Nessun Consigliere, Assessore, Presidente del Consiglio Sindaco Politici o sindacalisti presenti, si è preoccupato di porre, all’egregio dirigente della Italcementi, domande riguardanti dei probabili danni ambientali che forse hanno avuto gravi conseguenze sulla salute dei Cittadini di Isola delle Femmine e dei cittadini dei paesi a noi vicini, provocati dall’attività produttiva della Italcementi.



E’ mancata forse una domanda molto semplice: “Quali vantaggi per Isola e i suoi concittadini la costruzione di questo scempio, che ha il sapore di un insulto al nostro paesaggio e una rinuncia definitiva ad una migliore qualità della vita?”



La notizia del Sindaco che dichiara che dai dati in suo possesso a Isola vi è una situazione Ambientale alquanto preoccupante (Unione dei Comuni 23.1.07). Ci chiediamo il Sindaco come responsabile della salute pubblica , quale atto ha prodotto? Volete saperlo? ZERO! Si! Avete capito bene ZERO.

Quindi il Sindaco di Isola delle Femmine: È inadempiente!



Se al programma si dà una valenza politica, esso deve essere oggetto di guida per tutta la consiliatura, altrimenti, è una presa per i fondelli per i cittadini elettori.

Riteniamo ormai, che è arrivato il tempo che l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE (nella sua interezza) affronti seriamente e senza indugi le tante emergenze e problematiche che attanagliano Isola delle Femmine per rilanciare il suo futuro, con senso di responsabilità e rispetto verso i cittadini.



Ad Oggi, è stato fatto, e/o programmato organicamente ma, soltanto, qualche sporadica iniziativa inconcludente e senza il pieno e duraturo coinvolgimento, o meglio, la compartecipazione della cittadinanza.

Con l’aria che tira e con i tempi lunghi delle inutili strategie tattiche in consiglio comunale del tipo “io ti faccio una ripicca a te ed io ne rifaccio un’altra a te” e fino alla fine della consiliatura, possiamo ipotizzare che non ci sarà una svolta urgente a quest’andazzo d’infima azione politica; anzi, avremo il NULLA fino alla fine della consiliatura, i problemi che attanagliano i Cittadini Isolani continueranno a rimanere irrisolti, con l’aggravante di degrado socio economico del tessuto sociale della nostra Comunità.

D'altronde cosa possiamo aspettarci da un’Amministrazione che in sede di formulazione di bilancio, lascia al Consiglio Comunale una disponibilità di intervento pari al 4 o 5% e nonostante ciò si mette in uno stato di inadempienza il Comune, circa i termini di presentazione del bilancio (prot 1970 nomina del commissario ad Acta).

Per quanto riguarda il Piano Regolatore Generale anche qui il Consiglio Comunale sotto la scure dei tempi ristretti (vedasi la comunicazione dell’Assessorato fissava in 30 giorni i tempi di approvazione).Come lo è stato l’approvazione dello Statuto dell’Unione dei Comuni (tenuto per diversi mesi nel cassetto).

Non sono che alcuni esempi. E’ ormai prassi consolidata che gli atti vengono prodotti sempre sotto sollecitazioni o diffide della Regione. Oltre all’incapacità di gestire i lavori del Consiglio Comunale si stà sempre più spogliando di quelle che sono le funzioni ed il ruolo che i Consiglieri Comunali hanno nell’esercizio della loro attività..

Pensiamo sia giunta l’ora che maggioranza, minoranza, giunta, sindaco, esecutivo si guardino negli occhi e si interroghino circa il futuro che si vuole riservare alla nostra cittadina..

Esprimiamo preoccupazione e sgomento per la constatata incapacità delle locali compagini politiche che, da anni, si aggrappano a mezzi e mezzucci in beghe d’infima lega e tradendo gli eletti per il mandato ricevuto: AMMINISTRARE NEL SOLO INTERESSE DEGLI ISOLANI.

Cittadini! Se non agiamo e subito, rischiamo di essere coperti da una coltre di polveri fini pesanti, PM 10 25 5, metalli, diossine, IPA, vanadio, nichel………….., ed il nostro destino sarà quello di subire, gli effetti cancerogeni delle emissioni gassose di certi politici, senza che il servizio 3 possa più intervenire.

Pensiamo sia obbligo per i cittadini di Isola delle Femmine ed anche dell’opinione pubblica, pretendere l’urgente ripresa di una seria iniziativa politica qui ad Isola da parte dell’Amministrazione comunale tutta, per rimediare alla grave situazione di degrado politico-amministrativo venutasi a creare: IN CASO CONTRARIO. Per un RISPETTO CHE VOI TUTTI AVETE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI DI ISOLA delle FEMMINE:

ANDATEVENE A CASA TUTTI!



Comitato Cittadino Isola Pulita

Legambiente Sezione di Palermo e

Referente a Isola delle Femmine

Coordinamento Comitati Cittadini Siciliani

http://www.isolapulita.it/




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