Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



martedì 7 settembre 2010

SE MI DENUNCI TI FACCIO SALTARE IN ARIA

CHIESTA LA REVOCA DEL PRESIDENTE E DEL VICE P. DEL C.C

Il Consiglio Comunale del 10 di marzo c.a. è stato all’insegna delle rissa delle ingiurie delle minacce anche pesanti tipo “SE MI DENUNCI TI FACCIO SALTARE IN ARIA”, ma non è di questo che vogliamo parlare anche perché le forze dell’ordine presenti senz’altro avranno stilato un verbale dell’accaduto.
Sulla base delle dichiarazioni fatte nella seduta vogliamo soffermarci su due punti in particolare:

1)La vicenda della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente e Vice Presidente del Consiglio:

Siamo costretti a ripubblicare integralmente la sentenza del T.A.R. SICILIA ove una ATTENTA LETTURA DA PARTE DEI DUE SIGNORI PROTAGONISTI DELLA VICENDA, non potrà che confermare quanto detto dai consiglieri Micali e Rubino: “il dispositivo non entra nel merito delle irregolarità operate dalle due figure istituzionali “. Sarebbe opportuna la lettura anche da parte del Sindaco vista la sua dichiarazione di solidarietà (in merito alla sentenza TAR e CGA);

2)La dichiarazione del Presidente del Consiglio:” …riconfermo ancora una volta di non essere attaccato alla poltrona , all’indennità di carica,…….” abbiamo capito bene?

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE NON E’ ATTACCATO ALLA INDENNITA’ DI CARICA?

CITTADINI QUESTA AFFERMAZIONE DEL SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE
E’ DATATA 10 MARZO 2008.

SAPETE COSA SUCCEDE IL 31 MARZO 2008?

L’ufficio di Segreteria emette la DETERMINA N 127 firmata dal Responsabile Amministrativo avente ad oggetto: “Presa atto sottoscrizione e liquidazione somme per indennità al Presidente ed al Vicepresidente del Consiglio Comunale periodi arretrati”.

Il periodo Febbraio/2006 Aprile/2006 I signori Presidente e Vicepresidente non hanno svolto nessuna attività istituzionali ed hanno percepito 8.071,72 EURO.
Non sforziamoci a cercare alcuna COERENZA tra quanto si dice e quanto si fa.
Cittadini di Isola delle Femmine è ormai di pubblico dominio la dichiarazione di qualche candidato eletto al sol scopo di percepire lo “STIPENDIO” per pagarsi la rata dell’auto appena comprata.


E’ SQUALLIDO!

CONSIGLIO COMUNALE 10 MARZO 2008

Alle ore 20,15 constata la presenza in aula di n 13 consiglieri il Presidente dichiara aperta la seduta.
...............
Il Presidente afferma di voler dare lettura di una nota che sta inviando al gruppo consiliare INSIEME in merito alla quale precisa di non voler aprire alcun dibattito, in esecuzione delle previsioni regolamentari.
Il cons Rubino afferma che il gruppo Insieme, per evidenziare il comportamento antidemocratico del Presidente, si allontana dall'aula per 5 minuti.
Si allontanano dall'aula i consiglieri Rubino Gradino Bruno Stefanini ed Aiello.
Il Presidente afferma che "aperta la seduta intendeva procedere alle comunicazioni come da ordine del giorno, ma veniva interrotto dal consigliere Rubino senza che questi fosse stato autorizzato a prendere la parola".
Rientrano i consiglieri del gruppo Insieme.
Il Presidente dà lettura della comunicazione che allega a verbale.
Il cponsgliere Rubino chiede la parola ed il Presidente acconsente; e viene, quindi, inserita a verbale la seguente dichiarazione "la terminologia usata dal Presidente con parole quali " persequitarmi, accusatori", vocaboli che rimangono nella bocca di chi li pronuncia e non appartengono al gruppo, e ci si rifà alla mozione di sfiducia ricordo che il gruppo si è mosso sulla base dello statuto che prevedeva l'ipotesi, la situazione si è risolta non con la sentenza del TAR ma solo con la sentenza del CGA, e le motivazioni sono rimaste come atti antidemocratici.
Se la maggioranza volta non lo fa a colpi di maggioranza.
Sugli atti che si vogliono sanare le richieste fatte in Consiglio non si è risposto sulle richieste di convocazione del Consiglio per la discussione delle revoche del Presidente e del Vice Presidente che si basano su atti legittimi la richiesta è stata vanzata il 9.11.07 e su dette richieste il Presidente con la volontà politica e non ha risposto ai gruppi consiliari che hanno richiesto la revoca nè ha menzionato una sola sillaba. Sull'argomento del riferimento ai fatti della stampa sul controllo degli appalti.
Si voleva smentire approvando un documento da vortare in modo unanime che voleva salvaguardare l'immagine della comunità, detta richiesta non ha avuto alcun riscontro del Presidente ma solo una lettura del Sindaco.
Era evidente l'intenzione di approvare un documento congiunto per affermare la distanza dai comportamenti riportati dai quotidiani sia regionali che nazionali.
L'interrogazione la Paloma, (di cui dà lettura) conteneva una richiesta precisa sulla lottizzazione, il Presidente avrà motivi personali per non rispondere.
Le interrogazioni al Sindaco risalgono ad ottobre del 2007 ed in tal senso viene chiesta la convocazione del Consiglio per discutere gli argomenti che hanno spessore per la comunità, quali la polizia municipale, che ha carattere fondamentale per la cittadinanza.
In assenza di risposta del Sindaco il Presidente doveva copmunque convocare il Consiglio.
Preannuncia che stante lo spessore democratico, stante che il Presidente risponde con arroganza, il gruppo si riserva di rispondere anche con atti che non possono più essere di sollecitazione interna".
Il Presidente chiede che venga messa a verbale la seguente dichiarazione "ancora una voltaho agito secondo la npormativa vigente e ricordo quando in sede di adozione del PRG il consigliere Rubino attaccava il Presidente ritenendo che lo stesso ponesse limiti ostativi mentre anche allora il Presidente aveva ragione in quanto non era in possesso della delibera per poter convocare sull'argomento richiesto.
Ribadisco ancora una voltache quando le richieste attengono al Sindaco, alla Giunta Municipale o agli Uffici il Presidente deve chiedere la trasmissione della delibera, in assenza della quale non è in condizione di convocare.
Riguardo alle minacce manifestate dal consigliere Rubino nella sua persona si riserva di agire per vie legali per tutelare la sua dignità di persona che ha agitpo sempre nel rispetto della legge.
Per tutto il resto ritengo di essere stato chiaro con la nota letta e ritengo che il consiglio dovrebbe fare il consiglio e non il giudice,coiascuno farebbe bene a giudicare il proprio operato.
Riconfermo ancora una volta di non essere attaccato alla poltrona, all'indennità di carica, nè alla figura istituzionale che rappresento, ma ho preso un impegno con gli elettoried intendo portarlo avanti sino allamateriale scadenza del mandato sia come presidente del consiglio che come consigliere che come libero cittadino.
Comunico all'intero consiglio di aver avviato l'iter per ottenere un'ispezione da parte dell'Assessorato Regionale agli Enti Locali relativamente alle presenti violazioni normative che mi vengono contestate, in quanto ritengono che non mi debbono giudicarei consiglieri ma il mio organo di controllo, come del resto è avvenuto in passato laddove i consiglieri tramite un'esposto hanno richiesto un'ispezione che è stata effettuata senza che venisse accertataviolazione da parte del sottoscritto.
Nonostante questo dibattito tra il Presidente ed i gruppi consiliari oggetto della contestazione, ribadisco che è mia intenzione continuare ad operare come ho fatto in passato e cioè ripsttare i diritti di tutti i consiglieri e mettere l'intero consiglio nella condizione di esprimere la massima potenzialità a prescoindere dal gruppo politico di appartenenza, perchè il mio ruolo mi imponedi essere super partes.
Esprimo solamente rammarico in quanto verso tutti i gruppi politici presenti in consiglio ho prestato la massima doisponibilità e collaborazione sulle varie argomentazioni in cui i gruppi politici si sono voliuti confrontare.
Da parte di alcuni consiglieri, purtroppo, riteno di non aver ricevuto la massima collaborazione solo perchè apprtenente ad un gruppo politico che non detiene più lòa maggioranza in consiglio":
Il indaco esprime solidarietà al Presidente ed al Vice Presidente sia a titolo personale che a nome della Giunta Minicipale, ricordando che le sentenze del TAR e del CGA affrema che le stesse dovrebbero pesare come un macigno.
Dichiara di non voler entrare nel merito dei sinmgoli atti nei quali tuttavia riscontra una piccola malafede politica del consigliere Rubino che non ha menzionato quali irregolarità avrebbe commesso il Vice Presidente.
Il Presidente ringrazia il Sindaco e la Giunta per la solidarietà.
Il consigliere Rubino chiede che venga messa a verbale la seguente dichiarazione “ per il macigno il Sindaco dovrebbe guardare i propri per i quali avrebbe dovuto presentare le dimissioni per il rispetto della cittadinanza.
In risposta al Presidente fa notare l’incompetenza del presidente dove afferma che a giudicarlo devono essere altri Enti mentre lo Statuto prevede sulla revoca la competenza del Consiglio che egli presiede sulla base di atti illegittimi che vengono menzionati come violazioni di norme di legge e regolamentari. Il Presidente continua con atteggiamenti provocatori che non hanno niente a che vedere con il rispetto dei gruppi consiliari ma solo per mantenere la poltrona che occupa.
Sulle minacce non possono essere costituite dal ricorso ad enti competenti, si è in malafede e si vuole fare speculazione politica.
Egli dimentica che è presidente per una maggioranza politica per una votazione a maggioranza del gruppo di appartenenza, con l’opposizione di n 6 consiglieri.
In assenza della maggioranza politica dovrebbe prendere atto e lasciare la poltrona.
Il Presidente non ha rispetto del Consiglio e di questo se ne dovrebbe vergognare.
Il Presidente chiede che venga messa a verbale la seguente dichiarazione: “le minacce ricevute dal cons Rubino non alludevano alla revoca ma a quello che lo stesso ha fatto verbalizzare alludendo a situazioni personali.
Il Presidente invita il cons Rubino, anziché parlare a mezze parole, che egli vada a denunciare agli organi competenti.
Sulla revoca il cons Rubino dimostra scarsa coerenza politica; ha chiesto al Prefetto ed agli Enti locali di valutare se il Presidente non avesse commesso delle violazioni mormative, non avendo avuto risposta dagli Enti di indirizzo il concetto non è più valido per rispetto dell’intero Consiglio.
Chiude la diatriba politica e si riserva di agire nelle sedi competenti”.
Si dà atto che si allontana il consigliere Cutino.
Il cons Micali, tornando sulla vicenda della mozione di sfiducia, ricorda come né il TAR né il CGA siano entrati nel merito, il che significa che non hanno esaminato le presunte irregolarità che il Consiglio ha evidenziato, bensì solo l’illegittimità della norma statutaria là dove prevedeva la mozione di sfiducia.
Il consigliere Rubino chiede venga messa a verbale la seguente dichiarazione “In considerazione del comportamento antidemocratico del Presidente e nel verificare il suo comportamento all’interno del Consiglio e in considerazione che continua anon recepire la volontà politica di quasto Consiglio, propongono il rinvio della seduta con tutti i punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio tutte le richieste di convocazione del Consiglio Comunale fatte dai gruppi consiliari.
Il presidente invita il Sindaco, se ci sono interrogazioni sospese, a prenderne atto ed a rispondere così come impone il regolamento.
Il cons Favaloro ricorda come il Consiglio Comunale lavori per la collettività e non per discutere di una diatriba tra due persone, ciò non è corretto per i cittadinoi che attendono risposte su situazioni che si protraggono nel tempo.
La solidarietà al Presidente e al Vice Presidente è massima per la correttezza dei loro comportamenti, le affermazioni nei loro confronti sono false e pretestuose come si evince dai verbali che contengono in massima parte interventi del gruppo INSIEME.
Il dibattito non può continuare all’infinito perché ciascuno pretende di avere l’ultima parola, bisogna discutere di cose serie ed importanti che vengono rinviate da mesi. Invita il Consiglio a proseguire nei lavori.
Il cons Gradino si dispiace di dover contraddire il cons Favaloro ma in consiglio sono state presentate mozioni ed interpellanze da parte del gruppo INSIEME che investono argomenti basilari quali l’avcqua, il centro anziani acc, invita pertanto il gruppo Isola per Tutti a fare pressione sul Sindaco per ottenere risposta, tutelando in tal modo i diritti dei consiglieri, il Presidente del rsto può anche diffidare il Sindaco.
Il cons Rubino chiede che venga messa a verbale la seguente dichiarazione di voto: “ si prende atto delle provocazioni del Presidente sicuramente molto di quanto detto, riteniamo, che sia di riflesso alla sua persona, che non basta con le parole da affermare ma alla fine emergono i fatti ed i comportamenti.
Con la proposta di rinvio si spera che il Presidente prenda atto della volontà del consiglio convochi con urgenza sia con i punti all’ordine del giorno richiesti dal Sindaco che i punti e gli argomenti richiesti dai gruppi consiliari, perché riteniamo, al contrario di quanto affermato dal capo gruppo di maggioranza, che anche qualli siano argomenti di spessore, di crescita e di funzionamento dei servizi della comunità”.
Il Presidente ribadisce ancora una volta di poter procedere alla convocazione del consiglio, laddove, le richieste siano di competenza di detto organo; Per le richieste che comportano risposte dalla Giunta o del Sindaco invita detti organi ad attivarsi e a trasmettere le delibere oggetto delle richieste al fine di consentirgli di ottemperare alle richieste dei gruppi consiliari.
Posta in votazione la richiesta di rinvio della seduta viene approvata con n 7 voti favorevoli espressi per alzata di mano e n 5 contrari i cons Riso napoleone Lucido Riso Rosaria Favloro Scavarelli.
Per effetto della superiore votazione il Presidente dichiara chiusa la sessione di lavoro.
Sono le ore 21,35



TAR Sicilia, sez. I, 15/11/2006 n. 3025
Sull'illegittimità di una disposizione di uno statuto comunale che prevede l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, con cui far decadere dalla carica il Presidente del Consiglio comunale.

E' illegittima la disposizione di uno statuto comunale che prevede l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, con cui far decadere dalla carica il Presidente del Consiglio comunale. Le funzioni di garanzia assegnate al Presidente del Consiglio comunale, in quanto tale politicamente neutrale, non possono essere oggetto di una sfiducia "politica" da parte dell'assemblea. Allo stesso possono, invece, essere legittimamente mosse censure che attengono al profilo "istituzionale" della funzione svolta, nel qual caso potrebbe al limite trovare applicazione il diverso istituto della revoca in presenza di reiterate violazioni di disposizioni statutarie o di legge. Lo statuto comunale costituisce la sede naturale imprescindibile per la disciplina degli aspetti ordinamentali essenziali dell'Ente. Solo la fonte statutaria può legittimamente introdurre forme di controllo sul Presidente del Consiglio comunale ulteriori rispetto a quelli normativamente già previste. Lo statuto, tuttavia, non può prevedere ipotesi ulteriori di cessazione dalla carica, rispetto a quelle normativamente previste, introducendo anche un controllo di natura politica sul Presidente del Consiglio comunale.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Prima,
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 664/2006 Sezione Prima, proposto da RISO Napoleone rappresentato e difeso, congiuntamente e disgiuntamente, dagli Avv.ti Giovanni Pitruzzella e Stefano Polizzotto, ed elettivamente domiciliato in Palermo presso il loro studio sito in via Nunzio Morello n.40;

CONTRO

- il Comune di Isola delle Femmine, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;
- il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, in persona del rappresentante legale p.t., non costituito in giudizio;

E NEI CONFRONTI

- dell’Assessorato Regionale degli Enti Locali, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, presso i cui uffici di via Alcide de Gasperi n.81 è domiciliato ex lege;
- il Sig. Rubino Antonino, consigliere comunale, non costituito in giudizio;
- la Sig.ra Micali Letizia, consigliere comunale e attuale Presidente del Consiglio Comunale, rappresentata e difesa dall’Avv.to Fiorella Giliderti, presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Palermo, via Mariano Stabile n.43;
- i Signori CRISCI Francesco, BRUNO Rosario, PAGANO Giuseppe, AIELLO Giuseppe, GRADINO Salvatore, STEFANINI Vito, LUCIDO Salvatore, n.q. di consiglieri comunali, tutti ugualmente non costituiti in giudizio,

PER L’ANNULLAMENTO (previa sospensiva)

- della deliberazione del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine n. 3 del 30 gennaio 2006 con la quale il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine ha deliberato "di dichiarare cessato dalla carica di Presidente del Consiglio il consigliere Napoleone Riso; di proclamare eletto Presidente del Consiglio il consigliere Micali Maria Letizia ";
- ove occorra e per quanto di ragione della nota prot. n. 12605 del 11/11/2005 con la quale i consiglieri comunali firmatari, dei gruppi "Isola Democratica" ed "Insieme Isola delle Femmine", hanno proposto "una mozione di sfiducia costruttiva per la cessazione della carica di Presidente del consiglio del signor Riso Napoleone, indicando ai sensi dell'ari. 30 del vigente statuto comunale il nuovo Presidente del Consiglio Comunale nella persona del consigliere comunale sig.ra Maria Letizia Micali ";
- ove occorra e per quanto di ragione della delibera consiliare n. 6 del 13/2/1993 con la quale l’allora Consiglio Comunale ha approvato lo Statuto Comunale di Isola delle femmine, nella parte in cui ha previsto quale causa di cessazione della carica di presidente l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, nonché della successiva delibera n. 45 del 1 ottobre 2005 con la quale il Consiglio Comunale, in sede di revisione dello Statuto comunale, ha mantenuto ferma detta previsione;
- ove occorra e per quanto di ragione dell'ari. 33 dello statuto comunale vigente del Comune di Isola delle Femmine, nella parie in cui prevede che il presidente del Consiglio comunale cessa dalla carica in caso di approvazione, da parie della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune, di una mozione di sfiducia costruttiva;
- ove occorra e possa della deliberazione n. 4 del 30 gennaio 2006 con la quale il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine ha deliberato "di dichiarare il consigliere Lucido Salvatore cessato dalla carica di Vice- Presidente del Consiglio; di proclamare eletto Vice- Presidente del Consiglio il consigliere Pagano Giuseppe ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 12607 del 11/11/2005 con la quale i consiglieri comunali firmatari, dei gruppi "Isola Democratica" ed "Insieme I-sola delle Femmine", hanno proposto "una mozione di sfiducia costruttiva per la cessazione della carica dì Vice Presidente del Consiglio del signor Lucido salvatore, indicando ai sensi dell'ari 30 del vigente statuto comunale il nuovo Presidente del Consiglio Comunale nella persona del consigliere comunale sig. Pagano Giuseppe ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 12998 del 21 novembre 2005, con la quale i firmatari Consiglieri Comunali del gruppo "Isola Democratica" e del gruppo " Insieme Isola delle femmine" hanno ribadito il contenuto delle note prot. mi. 12605 e 12607 del 11 novembre 2005 aventi ad oggetto "richiesta convocazione consiglio comunale all'o.d.g. del seguente argomento: "cessazione dalla carica di presidente del consiglio comunale " come da nota prot. n. 12605 del 11/11/2005 depositata presso la segreteria del Comune di Isola delle Femmine ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 6164 del gennaio 2006, protocollata dall'Ufficio del comune di Isola delle Femmine al n. 22 del 3 gennaio 2006, a firma del Dirigente del Servizio 8 "Vigilanza e Controllo EE.LL." dell'Assessorato Regionale agli Enti Locali;
- ove occorra e possa di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.
Visto il ricorso, notificato in data 10/03/2006 e depositato in data 23/03/06, con i relativi allegati;
Vista la costituzione in giudizio dell’Avvocatura dello Stato per l’Amministrazione intimata;
Vista la costituzione in giudizio della controinteressata MICALI Letizia, e le relative memorie;
Vista l’ordinanza n.424 del 04/04/2006 sulla domanda cautelare;
Vista l’ordinanza del C.G.A. n.534/06;
Visti gli atti tutti di causa e le memorie conclusive di parte;
Designato relatore pubblica udienza del 26 settembre 2006 il Referendario dr. Roberto Valenti ,
Uditi l’Avv.to S. Poliziotto per parte ricorrente e l’Avv.to dello Stato L. La Rocca per l’Amministrazione resistente;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO

Parte ricorrente premette di aver svolto le funzioni di Presidente del Consiglio comunale di Isola delle Femmine.
Con ricorso introduttivo, notificato e depositato come in epigrafe, ha quindi impugnato la deliberazione n.3 del 30/01/2006 con la quale il Consiglio Comunale del Comune intimato ne ha deliberato la decadenza dalla carica di che trattasi, ai sensi dell’art.33 dello statuto, provvedendo al contempo a proclamare quale nuovo Presidente il consigliere Micali Maria Letizia. Col medesimo ricorso sono stati contestualmente impugnati gli altri provvedimenti connessi, di cui in epigrafe, tra cui espressamente la delibera di adozione dello statuto comunale del 13/02/1993 nella parte in cui ha previsto, quale causa di cessazione dalla carica in parola, l’istituto della mozione di sfiducia costruttiva di cui all’art.33 dello Statuto (siccome non modificato in sede di revisione della fonte regolamentare dalla successiva delibera n.45 del 01/10/2005); nonché la delibera n.4 del 30/01/2006 con la quale è stato dichiarato cessato dalla carica di Vicepresidente del Consiglio Comunale il consigliere Lucido Salvatore.

Nel ricorso sono articolate le seguenti censure:

1. Violazione dei limiti imposti alla potestà statutaria – Violazione di legge sotto diversi profili – Eccesso di potere – Contraddittorietà ed illegittimità derivata.
La posizione istituzionale rivestita dal Presidente del Consiglio comunale, quale organo di garanzia politicamente neutrale, non può essere messa alla mercè delle valutazioni “politiche” dell’organo assembleare. L’istituto della sfiducia costruttiva, disciplinato dall’impugnato art.33 dello statuto, è quindi illegittimo: tale illegittimità si riverbera conseguentemente sulle delibere di decadenza adottate dal Consiglio Comunale del Comune intimato di cui in narrativa.

2. In via gradata: Violazione di legge, eccesso di potere per erroneità dei presupposti e travisamento dei fatti.
Nell’ipotesi in cui non si dovesse ritenere illegittima la disposizione statutaria impugnata, le delibere risultano comunque illegittime perché fondate su fatti e valutazioni errate.
Ha chiesto parte ricorrente, previa sospensiva, l’annullamento degli atti impugnati, con vittoria di spese.
Si costituiva l’Avvocatura dello Stato per l’Amministrazione regionale intimata senza spiegare difese scritte.
Si costituiva altresì la controinteressata Micali Letizia, n.q. anche di attuale Presidente del Consiglio comunale proclamata in luogo del ricorrente con la delibera oggetto di gravame: la stessa chiedeva il rigetto del ricorso, siccome infondato, eccependone contestualmente l’improcedibilità e/o inammissibilità, sotto diversi profili. Con vittoria di spese.
Alla Camera di Consiglio del 04/04/2006 la domanda cautelare era rigettata, giusta ordinanza n.424 di pari data.
Su appello del ricorrente, il C.G.A. riformava l’ordinanza in parola concedendo la misura cautelare (ord. C.G.A.534/06 del 08/06/2006)
In prossimità della pubblica udienza le parti hanno presentato memorie conclusive.
Alla pubblica udienza del 26 settembre 2006, presenti le parti come da verbale, il ricorso è stato trattenuto in decisione dal Collegio

DIRITTO

Occorre preliminarmente esaminare le questioni pregiudiziali sollevate dalla controinteressata resistente.
Invero, ritiene il Collegio che solo la questione sub c) articolata nella memoria difensiva della controinteressata possa avere valenza di eccezione pregiudiziale: in detta sede si sostiene l’improcedibilità del ricorso per decorrenza dei termini.
L’eccezione non ha pregio.
Invero, in tema di atti regolamentari o generali, quale la disposizione statutaria qui in esame, il termine decorre non dalla adozione della disposizione generale, ma dalla sua concreta applicazione che sostanzia l’effettiva lesività delle posizioni giuridiche soggettive che si voglia tutelare in sede giurisdizionale.
Nei confronti di tutti gli atti a contenuto generale, infatti, il termine per impugnare decorre dal momento in cui si verifica la lesione dell'interesse sostanziale, secondo i principi generali in tema di impugnazione dei provvedimenti amministrativi: nel caso di specie, detta lesione non può che verificarsi a seguito dell'emanazione del provvedimento applicativo di quello generale (cfr. T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 08 febbraio 2006 , n. 884), così che il termine per impugnare, contestando le prescrizioni generali in concreto applicate, decorre dalla conoscenza del provvedimento che ne fa applicazione (id est: adozione della delibera di decadenza impugnata)

Ciò posto, nel merito il ricorso è fondato, per cui va accolto, per il primo ed assorbente motivo di gravame e nei sensi di cui appresso.
Occorre prendere le mosse dalla disposizione statutaria in considerazione.
Ai sensi dell’art. 33 dello Statuto del Comune di Isola delle Femmine (rubricato “Cessazione dalla carica di Presidente” del consiglio comunale) si disciplinano le seguenti ipotesi:

1. cessazione dalla carica per la presentazione di una motivata “mozione di sfiducia costruttiva” (con contestuale nomina del nuovo presidente), sottoscritta da 1/3 dei consiglieri ed approvata dalla maggioranza assoluta ed avente effetto immediato (cfr. art.33 commi 1, 2, 3, 4 e 5);

2. dimissioni del Presidente, o perdita della qualità di consigliere comunale (cfr.commi 1 e 6 art.cit.);

3. revoca dalla carica, su proposta della Giunta o di 1/3 dei consiglieri assegnati (con votazione a scrutinio palese e con maggioranza assoluta) in caso di ripetuti e persistenti violazioni di legge o di posizioni statutarie (comma 7 art.33 cit.).

Ciò posto, con la delibera n.3 del 30/01/206 – giusta presentazione della relativa mozione n.12605 del 11/11/2005 – il ricorrente è stato dichiarato cessato dalla carica in questione.
Sostiene parte ricorrente, con il primo motivo di gravame, l’illegittimità della disposizione statutaria in esame, limitatamente all’introduzione dell’istituto della mozione di sfiducia costruttiva, in specie applicato. Lamenta infatti che le funzioni di garanzia assegnate al Presidente del Consiglio comunale, in quanto tale politicamente neutrale, non possono essere oggetto di una sfiducia “politica” da parte dell’assemblea. Allo stesso possono, invece, essere legittimamente mosse censure che attengono al profilo “istituzionale” della funzione svolta, nel qual caso potrebbe al limite trovare applicazione il diverso istituto della revoca in presenza di reiterate violazioni di disposizioni statutarie o di legge.
La censura è fondata ed assorbente rispetto all’ulteriore motivo dedotto.
Ed invero, ai fini di economia processuale, appare opportuno rinviare alle motivazioni espresse dal C.G.A. in sede di accoglimento dell’appello sulla domanda cautelare.
Con ordinanza n.534/06 il C.G.A. ha precisato che:
- in relazione alle funzioni istituzionali demandate al Presidente del Consiglio comunale dall’art.32 dello statuto del Comune di Isola delle Femmine, appare di dubbia legittimità la disciplina della cessazione dalla carica a seguito di mozione di sfiducia costruttiva ex art.33 commi 1-5;
- d’altra parte l’art. 33 dello statuto, al comma 7, in coerenza con la natura delle funzioni svolte dal Presidente del Consiglio comunale, prevede la “revoca” in caso di ripetute e persistenti violazioni di legge o di disposizioni statutarie.
In altri termini, sostiene l’organo di appello che la disposizione statutaria con cui è stato introdotto l’istituto della mozione di sfiducia costruttiva mal si attaglia alle prerogative e alle funzioni tutorie e di garanzia demandate a tale organo. Ben potrebbe, al limite, il Consiglio procedere – sussistendone i presupposti – in virtù dell’art.33 co.7 (cui espressamente fa riferimento lo stesso organo di appello).
Né a diverse conclusioni possono condurre le argomentazioni di parte resistente (di cui alla lett.b della relativa memoria – impropriamente rubricata quale causa di improcedibilità) circa la legittima potestà del Consiglio di poter liberamente regolamentare il funzionamento dei propri organi. Invero nell’ambito della rinnovata potestà regolamentare attribuita agli Enti Locali, lo statuto non può prevedere ipotesi ulteriori di cessazione dalla carica di che trattasi, rispetto a quelle normativamente previste, introducendo anche un controllo di natura politica sul Presidente del Consiglio comunale.
Invero già questa Sezione ha affermato che Lo Statuto comunale costituisce la sede naturale imprescindibile per la disciplina degli aspetti ordinamentali essenziali dell'Ente; pertanto, considerata la natura e le funzioni del Presidente del consiglio comunale, solo la fonte statutaria può legittimamente introdurre forme di controllo ulteriori su di esso sanzionabili con la revoca rispetto a quelli normativamente già previsti, dovendo la previsione statutaria essere espressa e contenere le ipotesi tassative in cui può operarsi la sanzione della revoca (T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I, 21 aprile 2006 , n. 895 relativa al caso di adozione della revoca della carica in questione in mancanza di espressa previsione statutaria).
L’illegittimità della disposizione statutaria in parte qua, per le considerazioni svolte, si riverbera sulle deliberazioni assunte in sua funzione. In specie, quindi, risultano illegittime, in via derivata, le delibere n.3 del 30/01/2006, e quelle connesse di cui in premessa, di cessazione del ricorrente dalla carica di che trattasi.
Non può trovare accoglimento invece, per carenza di interesse, l’impugnazione della delibera n.4 del 30/01/2006 con cui è stato dichiarato cessato dalla carica di Vicepresidente del Consiglio il consigliere Lucido Salvatore. Nei confronti di tale delibera il ricorrente è privo di legittimazione all’impugnazione, non potendo vantare alcun interesse autonomo e differenziato rispetto al diretto interessato (che per altro ha autonomamente gravato la delibera in questione con ricorso pendente innanzi questa Sezione ed identificato con R.G.665/06 in relazione al quale è stata in prima sede già accordata tutela cautelare).
Alla stregua delle considerazioni svolte, i provvedimenti gravati, nei limiti precisati, non resistono alla prima ed assorbente censura. Gli stessi vanno quindi annullati in quanto illegittimi.
Sussistono tuttavia, in ragione della natura della controversia, giusti motivi per disporre la compensazione delle spese del giudizio.

P.Q.M.


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione prima, accoglie il ricorso in epigrafe per il primo ed assorbente motivo di gravame e nei sensi di cui in motivazione. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.-Così deciso in Palermo il 26 settembre 2006, in Camera di Consiglio, con l'intervento dei signori magistrati:
- Filippo Giamportone, Presidente f.f.;
- Agnese A. Barone, Referendario
- Roberto Valenti, Referendario estensore,
Angelo Pirrone, Segretario.
Depositata in Segreteria
il 15/11/2006



COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007




Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine


Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia

I sottoscritti Consiglieri Comunali dato:

che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig. Napoleone Riso.

che il sig. Presidente con persistenza e ripetizione ha violato disposizioni statutarie e norma di legge.

Quali :
• Violazioni dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 27 Statuto Comunale, dell’art. 31 co. 3 lett. F del Regolamento dei lavori consiliari, in quanto nella seduta di C.C. del 24/2/2005 per la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti, dopo la votazione e prima dello spoglio delle schede di voto, il Presidente del Consiglio Comunale, dopo una breve sospensione dei lavori, dava incarico al Segretario comunale di estrarre e distruggere le schede votate, annullando l’espressione dei consiglieri comunali.
• Violazione dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 30 co. 9 del Regolamento dei lavori consiliari “Il Presidente è venuto meno dall’essere tutore della legalità per avere permesso al sig. Sindaco l’intervento in Consiglio Comunale dichiarandosi quest’ultimo componente di diritto”, dopo la votazione del punto all’ordine del giorno.
• Violazione dell’art.31 della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91 come integrato dall’art. 6 L.R. 30/2000 e art. 20 L.R. 7/92 e dagli artt. 39 e 43 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 25 dello Statuto comunale, dell’art. 14 del Regolamento dei lavori consiliari per mancata convocazione del Consiglio Comunale entro 20 giorni della richiesta di almeno un quinto dei consiglieri in carica, la richiesta Prot. N° 5799 del 02/05/2006 con oggetto: Richiesta convocazione C.C. con ordine del giorno “MODIFICA STATUTO COMUNALE”.
• Violazione dell’art. 31 L. 142/90 come integrato dall’art. 6 della L.R. 30/2000 e dell’art. 20 L.R. 7/92, e dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 33 co. 3 dello Statuto Comunale, in quanto la mozione deve essere messa in discussione non prima di cinque e non oltre i dieci giorni della sua presentazione presso la segreteria comunale. In quanto la mozione di sfiducia presentata il giorno 11/11/2005 prot. 12607 è stata inserita all’ordine del giorno nella seduta del 30/01/2006. Solo in seguito alla nota prot. n. 6186 del 30.12.2005 dell’Assessorato alla famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, con cui si invitava il Presidente del C.C. a convocare il Consiglio Comunale ed in caso di inadempimento sarebbe stato posto in essere un intervento sostitutivo da parte di tale Assessorato.
• Violazione dell’’art. 32 comma 2 lettera D della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91, degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000, degli art. 32 e 34 dello Statuto Comunale, in quanto nella seduta del 27.03.2007 i gruppi consiliari eccepivano al Presidente del Consiglio che la proposta di delibera con allegato lo statuto comunale dell’Unione dei Comuni, all’ordine del giorno, non era stato messo a disposizione per detta seduta. Il Presidente riferiva che la documentazione di cui trattasi si trovava presso la Sua abitazione.
• Violazione dell’art. 174 del D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta con ordine del giorno “Approvazione Bilancio di Previsione 2007”, senza il rispetto del termine di giorni 15 concesso ai consiglieri per la visione degli atti.
• Violazione dell’art. 174 D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta, conordine del giorno “Approvazione Bilancio Consuntivo anno 2006”, in data 17.10.2007 per il 23.10.2007 senza il rispetto di 15 giorni concesso ai consiglieri per la visione degli atti. Ed ancora, sebbene non fosse rispettato il termine di giorni 15, di fatto, solo alcuni consiglieri comunali hanno potuto visionare la documentazione, solo lunedì 22 e martedì 23 ottobre, in quanto nei giorni precedenti la documentazione non era disponibile. Violazione dell’art. 32 L. 142/90 e degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000. ed artt. 32 e 34 dello Statuto comunale.

Ed ancora:
- Nella seduta del 17 ottobre 2006 si asteneva ad interrompere i lavori consiliari, non verbalizzando che il Vice Presidente del Consiglio Lucido si dirigeva verso l’agente di polizia municipale per poi aggredirlo. Sicché nei confronti del Vice Presidente per tale condotta è pendente il procedimento 720/07 mod. 21b.
- Il Presidente del Consiglio Comunale con determina n. 3 del 23 aprile 2007 diffidava il Collegio dei Revisori dei Conti ad ottemperare a quanto di loro competenza, nel rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali, indicando come detto comportamento dilatorio non poteva essere ritenuto ulteriormente accettabile ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione 2007. Al riguardo corre evidenziare che detta determina di diffida, oltre la relativa convocazione della seduta di Consiglio Comunale del maggio 2007, non sono state mai portate a conoscenza del Collegio dei Revisori e che il Presidente non si è mai curato di accertarsene. Tanto che, nella seduta di Consiglio Comunale del 10 maggio 2007 (approvazione bilancio previsione 2007) il consigliere Rubino chiedeva al Presidente se avesse accertato che agli atti risultassero le relative ricevute di trasmissioni. Il Presidente del Consiglio solo seduta stante provvedeva a verificare con esito negativo e si riservava di rispondere successivamente. Il che ha comportato l’assenza dell’unico organo di supporto e di garanzia del Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2007

Per le persistenti e ripetute violazioni di leggi e norme statutarie, commesse dal sig. Napoleone Riso, durante l’esercizio della carica di Presidente del Consiglio Comunale i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Presidente del Consiglio Comunale del sig. Napoleone Riso.

I Consiglieri

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO


Salvatore GRADINO
Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO





COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007



Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Vice-Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine

Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia



I sottoscritti Consiglieri Comunali considerato:

che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig Salvatore Lucido;

che nel corso della seduta del C.C. del giorno 17 ottobre 2006, il vice Presidente del Consiglio, sig. Salvatore Lucido, si alzava ed avvicinandosi all’Agente di polizia municipale Graziano Ferrante, comandato di servizio di ordine pubblico, lo invitava a seguirlo fuori dall’aula consiliare; che il vice Presidente del Consiglio inveiva ed offendeva, e contestualmente si scagliava verso l’agente di polizia municipale con le braccia protese in avanti cercando di colpire quest’ultimo senza riuscirvi, in quanto bloccato tempestivamente dall’agente stesso;
che nei confronti del Vice Presidente, sig. Salvatore Lucido, è pendente il procedimento n. 720/07 mod. 21b.

Per la grave condotta, configurabile in una violazione di legge penale, commessa dal sig. Lucido durante l’espletamento della sua carica, in contrasto con le funzioni di Vice Presidente, i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Vice-Presidente del Consiglio Comunale del sig. Salvatore LUCIDO.


I Consiglieri Comunali

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO



Salvatore GRADINO

Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO

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