Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



venerdì 18 luglio 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Smaltimento rifiuti in Sicilia, arrestato funziona...


CHI SONO I DIRIGENTI E FUNZIONARI DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA ANCHE DIVERSI DA QUELLO ARRESTATO? 



Fermo restando il quadro accusatorio nei confronti di Cannova & c. - per chi ha un "minimo" di conoscenza dell'apparato amministrativo regionale quello che viene riportato dalla stampa e, stranamente, anche dal virgolettato degli inquirenti non può non apparire poco verisimile ed incongruo.

A quanto è dato  conoscere :

Cannova è un funzionario e come tale, ovviamente, non "rilascia" nè ha potuto mai rilasciare, come invece erroneamente riportato, alcuna autorizzazione.

Cannova è stato, al più, il responsabile del procedimento amministrativo, è stato fino a poco tempo fa il segretario di conferenze dei servizi, spesso per il rilascio delle AIA, ma la sua funzione non poteva andare oltre.

Cannova era o incardinato in una Unità Operativa retta da un dirigente o, sarebbe opportuno  verificare, alle dirette dipendenze funzionali del dirigente responsabile del Servizio VIA-VAS deputato al rilascio anche delle AIA ed era il segretario delle conferenze dei servizi indette dal Servizio VIA-VAS o eventualmente addetto a rendere i pareri nelle conferenze dei servizi per il rilascio di autorizzazioni di competenza di altri dipartimenti predisposti non da lui ma dai responsabili gerarchici a lui superiori.


Quindi, Cannova poteva sì fornire "consigli" o qualcos'altro agli imprenditori "amici", ma poteva "condizionare" il rilascio delle autorizazioni solo ed esclusivamente se chi stava gerarchicamente sopra di lui


-         in prima battuta il dirigente dell'Unità Operativa doveva condividere il procedimento e trasmetterlo al responsabile del servizio,

-      in seconda il responsabile del servizio se condivideva la proposta dell'U.O. rilasciava l'autorizzazione nel caso di sua competenza,

-     in terza il dirigente generale del dipartimento se condivideva la proposta del servizio  rilasciava l'autorizzazione nel caso di sua competenza

-        ed in quarta se l'assessore condivideva la proposta del dipartimento, vagliata dal suo gabinetto,  rilasciava l'autorizzazione nel caso di sua competenza, 

non si accorgeva di nulla o faceva parte della rete del "condizionamento".

Quindi, ai vari livelli,

o Cannova, dal basso superava tutte le varie maglie e li faceva fessi,

o nessuno controllava gli atti e le autorizzazioni erano firmate senza neppure leggere i decreti che si firmavano

o...Cannova era soltanto il primo anello della catena.

Ecco perchè la versione fornita dalla stampa fa acqua da tutte le parti, le autorizzazioni rilasciate da Cannova sono inesistenti e se Cannova condizionava, chi erano i condizionati lungo i vari passaggi amministrativi che portavano al rilascio delle autorizzazioni o alla fornitura dei pareri del servizio VIA-VAS nelle conferenze dei servizi presso altri dipartimenti?

Un'ultima perla.

"Scoppia" al dipartimento ambiente la bomba Crocetta-Lo Bello delle 3500 pratiche inevase al servizio VIA-VAS.

Stante il numero esorbitante è logico pensare che si siano accumulate quantomeno nel corso degli ultimi anni.

Chi sono stati i dirigenti responsabili di questo Servizio negli ultimi anni, i dirigenti generali del dipartimento ambiente, i dirigenti responsabili del controllo di gestione ed i dirigenti responsabili della valutazione delle attività dirigenziali?

I nomi sono tutti arcinoti e si trovano nel sito dell'ARTA, ma mi limito solo a rilevare, perchè sono dati pubblicati sempre nel sito dell'ARTA, che i responsabili del Servizio hanno avuto attestato di avere raggiunto negli stessi anni dell'accumulo tutti gli obiettivi previsti (???) ed hanno ricevuto le relative indennità (circa 9300 euro/anno, oltre 23340 euro/anno di indennità d'incarico).

Quindi, per attestazione della stessa amministrazione, il Servizio VIA-VAS ha funzionato al meglio, nonostante che, a detta della stessa amministrazione, avesse accumulato 3500 pratiche inevase.

Qualcuno dei dirigenti ha ricevuto dall'amministrazione denunciante qualche contestazione, qualche provvedimento di responsabilità dirigenziale? Manco a parlarne.

Anzi, come "botto" della bomba: altro che chiamati a rispondere delle responsabilità dell'enorme accumulo, uno dei dirigenti è stato trasferito ad altro dipartimento sempre come capo servizio, l'altro è stato promosso da Crocetta a dirigente generale, prima allo stesso dipartimento ambiente e dopo in un altro. Da ieri è in pensione con 7000 euro netti/mese e 333.000 euro di buonauscita.

Come si dice in siciliano, chi ddici?

Vabbè, tanto c'è...Cannova !!!


NELLO MUSUMECI:

” siamo solo agli inizi, visto che ancora  non sono emersi ruoli e responsabilità dei soggetti politici che avrebbero potuto GARANTIRE coperture ed OMISSIONI”

NICOLO’ MARINO  ex magistrato ex assessore nella giunta Crocetta: 

“ Crocetta e la Lo Bello furono informati degli ostacoli che ho incontrato nella mia azione riformatrice e non fecero NULLA per rimettere sulla retta VIA dirigenti e funzionari, ANCHE DIVERSI da quello arrestato”

“Dovrebbe provare vergogna anche alla luce di quella che gli ho condidato a Tusa, spero che ne abbia memoria”






Comitato Cittadino Isola Pulita

di Isola delle Femmine sede dello Stabilimento Italcementi

a cui è stato concessa  Autorizzazione Integrata Ambientale decreto 693 18 luglio 2008













Rifiuti e corruzione, arrestato Mimmo Proto
In manette 4 imprenditori e un funzionario

L’operazione, denominata Terra mia, ha portato all’individuazione di un complesso sistema di procedure ambientali non seguite e controlli evitati grazie al presunto pagamento di tangenti. Coinvolti quattro titolari di discariche, tra i quali il proprietario dell’impianto di contrada Tiritì, a Motta Sant’Anastasia. Il dipendente regionale «rilasciava le autorizzazioni Aia e gestiva l’ufficio come suo feudo. Con gli imprenditori amici era prodigo di consigli anche per fregare l’amministrazione pubblica».
Discarica_interna


Un funzionario della Regione e quattro imprenditori legati alla gestione dei rifiuti sono stati arrestati stamattina dagli uomini della squadra mobile di Palermo. Tra loro spicca il nome di Domenico Proto, titolare della Oikos spa, la ditta proprietaria del mega-impianto di contrada Tiritì-Valanghe d’inverno. Secondo le accuse, Gianfranco Cannova (dipendente dell’assessorato regionale Territorio e ambiente) avrebbe avuto un ruolo nella gestione delle procedure più importanti, quelle legate al rilascio delle autorizzazioni all’attività delle discariche. In cambio di regali e viaggi, avrebbe agevolato gli iter d evitato agli impiantiamici controlli e monitoraggi ai quali avrebbero dovuto invece sottostare. Un quadro di corruzione definito dagli inquirenti molto grave nel quale sono coinvolti, oltre a Proto, gli imprenditori Giuseppe Antonioli (amministratore della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina) e i fratelli Calogero (ex senatore della Casa delle libertà) e Nicolò Sodano, responsabili della Soambiente di Agrigento.

L’operazione, denominata Terra mia, ha avuto inizio nel 2011 ed è durata oltre due anni. I titolati delle indagini hanno messo in rilievo come «questo settore amministrativo è caratterizzato da unastratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato burocratico». Elementi che hanno facilitato l’azione contestata al presunto funzionario infedele. «La corruzione e i corrotti sono un rifiuto speciale e pericolosi - dichiara il procuratore aggiungo di Palermo Dino Petralia - L’imprenditore del Catanese (Domenico Proto, ndr) aveva bisogno di ampliare la discarica a tre milioni di metri cubi. Aveva bisogno dell’Autorizzazione integrata ambientale.Sembra che l’azione per ottenerla in modo illegale sia la regola». A lui fa eco il collega Leonardo Agueci: «Il funzionario regionale rilasciava le autorizzazioni Aia e gestiva l’ufficio come suo feudo. Con gli imprenditori amici era prodigo di consigli anche per fregare l’amministrazione pubblica». Nessuna remora di controlli. «Poteva svolgere una attività illecita con la massima disinvoltura».

Sia il sito di contrada Tiritì-Valanghe d’inverno che l’impianto messinese di Mazzarrà Sant’Andrea sono sotto inchiesta da parte della dirigenza regionale all’Ambiente per presunte violazioni compiute nella gestione dei rispettivi impianti. Un’inchiesta avviata qualche mese fa dall’ex assessore regionale Nicolò Marino. Soambiente gestisce i siti agrigentini di Siculiana e contrada Monserrato e a Noto (in provincia di Siracusa) quello di contrada Stallaini.

A poche ore dall’arresto di Proto, intanto, Confindustria Catania ha sospeso la ditta Oikos, interrompendo il suo rapporto con l’associazione. «Il provvedimento è stato adottato d’urgenza, in ottemperanza del codice etico di Confindustria, spiegano.

http://ctzen.it/2014/07/18/rifiuti-e-corruzione-arrestato-mimmo-proto-in-manette-4-imprenditori-e-un-funzionario/



Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli Sodano traditi dalle intercettazioni

Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli Sodano traditi dalle intercettazioni

Gli inquirenti hanno disegnato il quadro accusatorio grazie alle discussioni, tra le altre, dei fratelli Sodano, inizialmente sottoposti ad intercettazione per confermare un sospetto rapporto con la criminalità organizzata. LE INTERCETTAZIONI

Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli Sodano traditi dalle intercettazioni
LE intercettazioni telefoniche nei confronti dei fratelli Nicolò e Calogero Sodanoarrestati stanotte nell'ambito dell'indagine sulle mazzette alla Regione Sicilia, partirono inizialmente per acquisire elementi di prova che confermassero presunti rapporti tra i Sodano con ambienti della criminalità organizzata. Ma durante l'ascolto dei loro telefoni e delle microspie piazzate tra auto e uffici, i poliziotti hanno sentito tutt'altro.
Sin dalle fasi iniziali dell'indagine, infatti, venivano intercettati assidui contatti telefonici con il funzionario regionale Gianfranco Cannova, in qualità di responsabile del procedimento funzionale al rilascio del provvedimento di autorizzazione. Così gli inquirenti avrebbero appurato come lo stesso Cannova si sarebbe ripetutamente attivato ogniqualvolta gli imprenditori Sodano ne caldeggiavano un intervento. Ma non solo: talvolta è stato proprio lui stesso a sollecitare i due fratelli agrigentini, nel corso delle diverse fasi dei procedimenti amministrativi, ad assumere più iniziative; sollecitazioni che si sarebbero concretizzate in incontri anche a stretto giro, per i quali Cannova avrebbe più volte dato la disponibilità di raggiungere i due imprenditori ad Agrigento.
Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli Sodano traditi dalle intercettazioni
Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori è finito, in particolare, un incontro avvenuto il 2 maggio del 2011, quando i Sodano incontrarono Cannova nei suoi uffici a Palermo. Poco prima che i fratelli giungessero nel capoluogo di regione, però, i poliziotti intercettarono una telefonata in cui Calogero Sodano chiede ad un proprio collaboratore di quantificare la disponibilità di soldi contanti in azienda; una richiesta alla quale il dipendente ha riferito l'ammontare di  3mila e 585 euro che Calogero Sodano - pur lamentato la scarsità della liquidità - avrebbe chiesto di avere il prima possibile, in quanto doveva recarsi urgentemente a Palermo. Una richiesta che per gli inquirenti trova spiegazione nella consolidata pratica di portare, di volta in volta, delle "mazzette" al funzionario regionale.
Ma per gli investigatori la dimostrazione forse più eloquente del rapporto delittuoso viene fornita una discussione tra i due fratelli Sodano, intercettata nel settembre del 2011 grazie ad una microspia piazzata sulla loro auto, nella quale Nicolò e Calogero commentano tra loro il "costo esagerato" del funzionario regionale, ricordando il fatto che lo stesso aveva già ricevuto circa cinquantamila euro.
C: SODANO Calogero
G: SODANO Nicolò Giovanni
Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli Sodano traditi dalle intercettazioni
C = a CANNOVA lo faccio chiamare tramite l'avvocato ora...
G = si!
C = …inc…
G = perchè non ha ancora convocato la conferenza dei servizi
C = Ah?
G = gli devi dire, avvocato, ...inc..., avvocato...e noi non lo  chiamiamo più ! Cioè, deve capire che siamo offesi noi con lui...
C = perciò, se noi gli facciamo capire che siamo offesi con lui, a questo il culo sai come gli diventa ? Dice non credo che mi denunciano... non credo che... minchia!
G = qualche trenta.. qualche trentamila euro (30.000) gli abbiamo dato...
C = ma che fa! ma che dici!
G = qualche cinquantamila euro (50.000) gli abbiamo dato.. Lì (diminutivo di Calogero)
C = ma che minchia dici ! E poi quando all'ultimo ci ha chiesto tutti quei soldi... hai visto che ci ha detto "accontentatevi con questa discarica"
G = si! bello chiaro...
C = bello chiaro... “per ora questo... prendetevi questo per ora...”
G = eh,infatti...
C = da lui dipende... tutte cose lui manovra...
G = si, tutte cose lui...
C = però ha di sopra la politica, capito?
G = la mafia politica...
C = no ! Lui è... lui è...
G = per dargli un incarico di questo... Li (diminutivo di Calogero)
C = lui è...
G = inc. per dargli un incarico di questo... inc. deve fare quello che dicono gli altri...
C = se c'è la politica ...inc... vanno secondo legge, secondo... qua la legge...inc.
G = ...inc... non solo i grana (soldi, n.d.r.), ma è diventato anche di prestigio, pure.
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/intercettazioni-fratelli-sodano-villaseta-agrigento.html



Potrebbe interessarti:http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/intercettazioni-fratelli-sodano-villaseta-agrigento.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/pages/Agrigentonotizieit/117363480329

Tutto parte dall'esposto di Gullo
"Sospensione per Cannova"

Venerdì 18 Luglio 2014 - 11:46 

La vicenda che ha portato agli arresti di stamattina è quella finita al centro dello scontro fra Nicolò Marino e Mariella Lo Bello. Il dirigente del Territorio: "Da lunedì il funzionario non sarà più in servizio"

, Cronaca
Gaetano Gullo
PALERMO – Mentre è in corso la conferenza stampa sugli arresti, Gaetano Gullo aspetta notizie. “Ma chi è, Cannova?”. Sì, è Gianfranco Cannova il funzionario arrestato stamattina dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta su rifiuti e mazzette. Non indica un nome a caso, Gullo: era stato proprio il dirigente dell'assessorato al Territorio a segnalare alla Procura una strana vicenda che aveva appreso alla fine del 2013, una storia di presunte mazzette legate alle autorizzazioni per le discariche. Adesso, per Cannova scatta la sospensione, un provvedimento immediato: “Da lunedì – spiega Gullo – il funzionario arrestato non sarà in servizio per tutta la durata delle esigenze cautelari”.

La vicenda che ha portato al blitz di stamattina era esplosa a marzo. E si era trasformata in uno scontro politico fra l'allora assessore all'Energia Nicolò Marino e la titolare del Territorio Mariella Lo Bello: oggetto del contendere, l'autorizzazione per una discarica pubblica bloccata da una lettera che lo stesso Gullo aveva firmato “senza leggerla fino in fondo”, come spiegò il dirigente a LiveSicilia. “Quella lettera – dice Gullo – era stata materialmente predisposta da Cannova”. È così che si accesero i riflettori sul funzionario: Cannova fu trasferito al servizio Parchi, e intanto Gullo e Lo Bello raccontarono ai magistrati la storia appresa pochi giorni dopo la lettera. Il funzionario arrestato oggi ha gestito le autorizzazioni ambientali per la discarica di Mazzarrà Sant'Andrea e - secondo la tesi, tutta da dimostrare, raccontata da Gullo ai magistrati - poi avrebbe acquistato un'auto in Lombardia da un'azienda riconducibile a un altro degli indagati
.

Sospensione immediata, dunque. Ma non solo. “In questi casi – prosegue Gullo – si avvia un procedimento disciplinare che potrebbe portare al licenziamento. Quando ci sono profili di carattere penale la conclusione del procedimento è però successiva all'eventuale condanna. Insomma: prima si deve concludere l'eventuale processo e poi la commissione di disciplina prenderà una decisione”.

http://livesicilia.it/2014/07/18/tutto-parte-da-un-esposto-di-gullo-ora-sospensione-per-cannova_517755/

Tutto parte dall'esposto di Gullo 'Sospensione per Cannova' - Live Sicilia

Vacanze extralusso e soldi in contanti
Sms e intercettazioni svelano le mazzette


Venerdì 18 Luglio 2014 - 16:03 

Secondo gli inquirenti, tra il funzionario regionale Gianfranco Cannova e I'imprenditore catanese Domenico Proto c'era un “consolidato, stratificato e articolato rapporto criminoso". Le intercettazioni che inchioderebbero gli indagati.Una foto degli arresti del blitz tratta dal video.


discarica, domenico proto, gianfranco cannova, inchiesta, palermo, regione, regione siciliana, rifiuti, Cronaca
PALERMO - Soggiorni in hotel di lusso - più di venti vacanze - e mazzette in contanti. C'è tutto questo alla base di quello che i magistrati definiscono “il consolidato, stratificato ed articolato rapporto criminoso instaurato dal funzionario pubblico Gianfranco Cannova con l'imprenditore catanese Domenico Proto, detto Mimmo”.

Proto è presidente della Oikos, la società che gestiva lo smaltimento di rifiuti nella discarica di contrada Tiritì, a Motta Sant'Anastasia. Cannova aveva presentato all'assessorato regionale al Territorio e ambiente la richiesta per ampliare la discarica nella vicina contrada Valanghe d'Inverno. La Oikos è un colosso del settore. Nel 2011 ha fatturato 30 milioni di euro, saliti a 45 nel 2012. Il previsto ampliamento aveva scatenato la reazione di alcuni comitati “No discarica”, preoccupati per la salute pubblica.

Un affare milionario che Proto non poteva rischiare di mandare all'aria e si sarebbe “servito” della collaborazione di Cannova. E così quando, il 12 settembre 2011, Proto gli chiedeva informazioni (“Sai se domani è stato organizzato una visita in discarica da Palermo”), il funzionario lo metteva in guardia: “... domani l'ing Michelon (Domenico Michelon dell'Arpa ndr) domani alle ore 09:00 vengono a fare un controllo con ing Polizzi (Alberto Polizzi, dipendente del Dipartimento ndr) e un consulente dell'Assessore per le problematiche del comitato no discarica”. Cannova non sembrava preoccupato, ostentava sicurezza: “Per quanto riguarda domani, domani c'è questa riunione e tra l'altro Michelon e Pulizzi... che non gliene fotte niente di questa cosa. la stanno facendo soltanto perché gli lo ha ordinato l'assessore... non sono interlocutori che vengono per fare casino o per fare danno anche perché io gli l'ho detto a Michelon acquisisci i verbali dell'Arpa... prendendoti i verbali dell'Arpa non hai bisogno di fare niente... perché sta facendo queste cose. Perché l'assessore praticamente ha letto i giornali e sulla scorta dei giornali che hanno scritto che non sono state risposte... non sono state date risposte all'interrogazione di Burtone”.

Onde evitare di farsi trovare impreparati, però, Cannova decide di acquisire lo stesso delle informazioni. Tre giorni dopo contattava dopo Federico Vagliasindi (allora consulente dell'assessore regionale all'Energia Giosuè Marino) che era stato designato per partecipare all'ispezione: “Le ripeto la questione non è urgentissima… volevo concordarla con lei per studiare una linea comune tutto qua… per vedere se lei concordava con il mio pensiero”.

In ballo c'era un affare enorme, visto che la Oikos si era portata avanti con i lavori,spendendo 28 dei 31 milioni di euro necessari per l'ampliamento della discarica. E così il 10 ottobre Cannova passava a Proto una nuova notizia riservata: “Il fascicolo è in mano a Mimmo e stasera mi dice se va bene”. Alle 20 e 36 dello stesso giorno scriveva. “I documenti vanno bene. Domani mi faccio spedire da veronica la firma digitale e presento il tutto”. Veronica era una collaboratrice di Proto. Cannova, dunque, scrivono i pm, “ si è interessato di seguire, passo passo, tale pratica amministrativa addirittura concordando con il Proto le fasi successive”.

Più che un funzionario pubblico, dunque sarebbe stato al soldo di Proto. In cambio di cosa?Innanzitutto di viaggi e soggiorni. Tutti extra lusso. Nel novembre 2011 l'imprenditore catanese ha pagato al dipendente la trasferta a Rimini in occasione della fiera Ecomondo sul riciclo di rifiuti. “Ti ho messo partenza da Catania, vedi... perché se no dovevi... - diceva proto a Cannova -. Fai una cosa, parla con Veronica.... dagli l'input qual è la disponibilità e ti faccio cambiare tutte cose”. E Cannova ricambiava con informazioni preziose: “Senti, vedi che è arrivato l'altro documento che praticamente parla di nuovo di e... annullamento del decreto AIA nei confronti di Oikos... ora faccio i fax e glieli faccio arrivare a Veronica, quindi questa cosa continua, è quella del direttore, pensavo fosse finita e invece continua"


Proto temeva il ritiro dell'autorizzazione: Da parte di chi arriva questo documento?”. Risposta: “ Da parte del direttore, che, praticamente, gli ha scritto l'ufficio di gabinetto dell'assessore, perché ha avuto la richiesta da parte della Prefettura. Ufficio di presidenza, segreteria tecnica, da parte del presidente... della... della Regione... Scrive Arnone perché vuole risposta la Monterosso, Patrizia Monterosso, ch'è il capo di gabinetto di Lombardo... te lo faccio arrivare tramite fax.. ehm... stasera vattelo a prendere in ufficio”. Cannova è partito per Rimini, portandosi dietro il “documento in originale” e ha alloggiato al Grand Hotel. Cinque stelle lusso. Il conto - 717 euro - è stato pagato con carta di credito di Proto. E non è l'unico soggiorno.

Dal 3 al 7 gennaio 2012 Cannova, con tutti i suoi familiari, ha dormito all'Hotel Baja Verde di Acicastello. Sempre a spese della Oikos. È stato lo spunto investigativo per andare a ritroso nel tempo e scoprire che tra il 2008 ed il 2012 i Cannova hanno soggiornato venti volte nello stesso albergo. Le fatture erano tutte intestate, tranne una, alla Oikos per un totale di 31.152. D'altra parte, secondo i poliziotti della Sezione reati contro la pubblica amministrazione della Suadra mobile di Palermo, i servigi di Cannova sarebbero stati decisivi per gli affari dell'imprenditore.Era, ad esempio, lo stesso Cannova a suggerire al Proto di chiedere l’aumento della tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica: “Quindi, se tu vuoi, la revisione della tariffa, non della TIA (Tariffa Igiene Ambientale ndr), della tariffa la puoi chiedere a me direttamente... Mimmo... Mimmo... una cosa una cosa sola. La tariffa di 5 anni fa, ma tu lo sai il gasolio a quanto era 5 anni fà?... ti do un'altra chiave di lettura, un'altra soluzione. E...io sto mettendo avanti l'aggiornamento... ora a febbraio programmo la prima conferenza... in occasione dell'approvazione dell'AIA dell'aggiornamento... e tutto questo incide, incide tantissimo. Ecco perché non si può tenere quella tariffa. Infatti la questione va rivista, però la camuffiamo, come AIA. Capisci?”.

Viaggi, ma anche soldi in contanti. Come emergeva da una conversazione fra Cannova e il figlio che, sostengono gli aggiunti Agueci e Petralia e il sostituto Picchi, si commenta da sola: “Se io lavoro mi da… mi da soldi pe… non regala nessuno niente”; “Se tu li meriti perché sei bravo e lavori, te li danno”; “Ma tu con Mimmo ci collabori?”, “Certo”; “E quindi te li da i soldi?”; “Certo”; “Quanti soldi ti ha dato?”, “Dipende quello che faccio, se guadagno 10.000 mi da 10.000, se guadagno 5.000 mi da 5.000”.

“Bustarelle”, viaggi e sesso 
Arrestato funzionario regionale

“Bustarelle”, viaggi e sesso <br /> Arrestato funzionario regionale








In cambio di denaro, viaggi, regali costosi un funzionario regionale dell’Assessorato Ambiente della Regione siciliana, Gianfranco Cannova, avrebbe rilasciato autorizzazioni richieste per lo smaltimento dei rifiuti nell’Isola. Ma il dipendente ‘infedele’ è stato scoperto e arrestato. Con il funzionario regionale sono  finiti in carcere quattro imprenditori, tre siciliani e uno del Nord. Si tratta di Domenico Proto 48 anni di Catania, Giuseppe Antonioli, novarese di 53  anni e gli agrigentini Calogero e Niccolò Sodano rispettivamente di 54 e 53 anni.
L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato che all’alba di oggi ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare nei confronti dei  cinque arrestati, accusati, a vario titolo di corruzione nell’ambito dei procedimenti amministrativi volti al rilascio/rinnovo delle  autorizzazioni richieste per lo smaltimento dei rifiuti.
Il  provvedimento è stato emesso dal locale ufficio gip, su richiesta  della Procura della Repubblica di Palermo. L’indagine, iniziata nel 2011 e protrattasi per due anni, è  stata condotta dagli agenti di polizia di Palermo, con l’ausilio dei  colleghi di Agrigento, in considerazione del coinvolgimento  nell’indagine di due imprenditori nativi e operanti nell’Agrigentino e di altra attività investigativa, insistente in quel territorio, dalla  quale si è tratto spunto.
Nel corso delle indagini, la Polizia di Stato ha acclamato che  questo settore amministrativo è caratterizzato da una “stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato burocratico. Tali  peculiarità hanno permesso al funzionario infedele, nelle diverse fasi della procedura amministrativa, di ‘giostrare’ nella gestione delle  procedure connesse al rilascio dei provvedimenti, agevolando gli  imprenditori e preservandoli dall’ordinaria attività di controllo e  monitoraggio della PA circa le modalità di gestione delle discariche e dello smaltimento dei rifiuti, consentendo loro in questo modo di  bypassare indenni tutti i controlli”.
Il quadro di corruttela venuto alla luce è, per gli inquirenti “senza ombra di dubbio caratterizzato da estremi di rilevante gravità, in quanto strettamente connessi alla  salute pubblica e alla preservazione del territorio da gravi danni  ambientali”.
Le indagini hanno fatto emergere l’illecita attività del  funzionario regionale “che forniva i propri servizi ‘a pagamento’  anteponendo agli interessi pubblici mere logiche di guadagno e arricchimento personale”. Era lui il destinatario di sistematiche  regalie ed ingenti somme di denaro da parte degli imprenditori che  necessitavano della connessione di indispensabili autorizzazioni  amministrative rilasciate dall’uffcio a cui era preposto Cannova.
Secondo gli inquirenti il funzionario finito in carcere sarebbe  stato “a disposizione” degli imprenditori rilasciando o rinnovando i provvedimenti autorizzativi, o comunque “garantiva una corsia prefenziale al procedimento, nell’attività di consulenza tecnica degli aspetti amministrativi”. In sostanza il funzionario avrebbe rilasciato delle autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti in cambio di  ‘mazzette’. Alcune delle tangenti sono state carpite in diretta dagli  investigatori. Ricostruiti invariati benefit e regalie di cui  beneficiava: dai soggiorni gratis in prestigiose strutture alberghiere per sè e la sua famiglia e il pagamento e l’uso di una autovettura a  nolo, ma anche prestazioni sessuali a pagamento.
“Cannova faceva  della corruzione un lavoro, una regola di vita”, ha spiegato Silvia  Como, dirigente della sezione per i reati contro la pubblica amministrazione alla Squadra mobile di Palermo. “C’è una  intercettazione – spiega Como – in cui Cannova si trova in auto e  spiega al figlio: ‘se io lavoro mi danno i soldi’, riferendosi agli  imprenditori, insomma un padre dà un’educazione al figlio alquanto  inquietante, sul suo modo di affrontare una funzione pubblica”. Tra le  tangenti intascate ci sono anche soggiorni in alberghi lussuosi, nel Catanese “per un valore di 30 mila euro almeno”, dice Como. Oltre a un impianto tv e stereo ad altissimo livello.
“Le norme oscure e complicate  sono il sogno di ogni corrotto, ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo,  commentando gli arresti di oggi – non basta l’azione repressiva per  combattere la corruzione. È più importante semplificare le norme ed  eliminare le facoltà discrezionali, ma anche tempi e scadenze certi”.
http://www.siciliainformazioni.com/106497/viaggi-regali-smaltimento-rifiuti-terremoto-allassessorato-ambiente


Smaltimento rifiuti in Sicilia, arrestato funzionario della Regione e 4 imprenditori per corruzione



PALERMO. Un funzionario pubblico e quattro imprenditori, accusati a vario titolo di corruzione nell'ambito dei procedimenti amministrativi volti al rilascio e rinnovo delle autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti, sono stati arrestati questa mattina nel corso dell'operazione Terra Mia condotta dalla Polizia di Stato. Il provvedimento è stato emesso dal Gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo. L'indagine, iniziata nel 2011 e protrattasi per due anni, è stata condotta dagli agenti di polizia di Palermo, con l'ausilio dei colleghi di Agrigento, in considerazione del coinvolgimento nell'indagine di due imprenditori agrigentini. Nel corso delle indagini, la Polizia di Stato ha constatato che "questo settore amministrativo è caratterizzato da una stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato burocratico". Un complesso di norme che ha consentito al funzionario infedele - dicono gli investigatori - nelle diverse fasi della procedura amministrativa, di "giostrare" nella gestione delle procedure connesse al  rilascio dei provvedimenti, agevolando gli imprenditori e preservandoli dall'ordinaria attività di controllo e monitoraggio della pubblica amministrazione circa le modalità di gestione delle discariche e dello smaltimento dei rifiuti, consentendo loro in questo modo di bypassare indenni tutti i controlli. Il quadro di corruzione emerso è molto grave, secondo gli investigatori, in quanto ha messo a repentaglio la salute pubblica e alla preservazione del territorio da gravi danni ambientali. I dettagli dell'operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 11 nella sala stampa della Procura a Palermo.

Gli arrestati sono Giuseppe Antonioli 53 anni, amministratore delegato della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea (Me), Gianfranco Cannova, 56 anni, funzionario regionale dell'assessorato territorio e ambiente, Domenico Proto, 48 anni, titolare discarica di Motta Sant'Anastasia (Ct), i fratelli Calogero e Nicolò Sodano, 54 anni e 53 anni, titolari della discarica Soambiente ad Agrigento.

http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/360979/

NEL MARZO DELL'ANNO IN CORSO............







Mazzette ad un funzionario regionale: ecco come avrebbe ottenuto l’Aia l’ecomostro, mentre al processo Vivaio regge l’impianto accusatorio. La discarica era “cosa” loro


L’assessorato siciliano all’Ambiente – dopo un’indagine interna avviata a seguito della segnalazione di “strani” ritardi nell’iter autorizzativo della nuova (sic) discarica di Gela – ha scoperchiato un giro di mazzette che coinvolgerebbe funzionari del dipartimento, con conseguente denuncia alla procura, firmata dall’assessore Mariella Lo Bello.
Nel mirino è finito un funzionario, non solo per il caso della discarica di Gela, ma anche per altre procedure autorizzative rilasciate in passato. In particolare per la convocazione, nel settembre 2008, di una conferenza dei servizi, dallo stesso presieduta, che ha rilasciato l’Autorizzazione integrata ambientale per l’ampliamento di una discarica nella Sicilia orientale, omettendo la vicinanza a un centro abitato. Il Tar ha poi annullato questa autorizzazione ma, guarda caso, nell’ottobre del 2008 il funzionario ha acquistato un’Audi A6 in Lombardia, in una concessionaria che faceva riferimento a un amministratore della discarica in questione.
«Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, è diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato. Abbiamo così trasferito il funzionario e presentato una denuncia sospettando un giro di tangenti per oliare alcune pratiche piuttosto che altre, il tutto in un assessorato noto per le sue lentezze e le improvvise accelerazioni», dice Mariella Lo Bello.
Vi dice niente? A quale discarica si riferisce l’indagine dell’assessore Lo Bello? Chi presiedette quella conferenza dei servizi?
Per chi avesse avuto modo di leggere il mio La collina della munnizza (2012) ricorderà che nel riportare la cronaca relativa al secondo ampliamento della discarica di Mazzarrà scrivevo (pag. 61): «La seconda conferenza dei servizi si tenne il 12 settembre del 2008 […] dal verbale della riunione risulta che nell’occasione fu chiesto alla Tirrenoambiente dai rappresentanti dell’Arpa di spiegare l’incongruenza di informazioni circa la quantità di abbancamento dei rifiuti rilasciato sulla precedente Aia nei confronti della ditta stessa. Il punto doveva essere di una certa rilevanza visto che, come risulta sempre dal verbale, sull’argomento ci fu un’ampia discussione sul quale si erano bloccati i lavori della conferenza. L’intervento del presidente Cannova [che evidentemente aveva fretta di concludere i lavori, N.d.A.] con la dichiarazione che sull’argomento in questione avrebbe preparato una memoria, pose fine al dibattito».
Presunte mazzette o meno, sta di fatto che la decisione “d’imperio” del presidente diede il via definitivo all’Aia.
In questi stessi giorni è stata inoltre emessa l’attesa sentenza al processo d’appello scaturito dall’operazione Vivaio del 2008. Al centro dell’indagine gli illeciti interessi del clan di Mazzarrà dal 2003 in poi: il business rifiuti, con lo smaltimento e le assunzioni alle società che gestivano le discariche di Mazzarrà e Tripi, Tirrenoambiente e l’Ato comprensoriale, lo smaltimento illecito del pastazzo, le estorsioni alle imprese edili titolari di importati commesse pubbliche: le gallerie autostradali e ferroviarie, ad esempio, passando per la guerra interna al gruppo tra la famiglia di Bisognano, negli anni in cui il boss era in carcere, e il reggente Tindaro Calabrese, ansioso di prenderne il posto, forte dell’alleanza col reggente dei barcellonesi, Carmelo D’Amico, e i contatti con i Lo Piccolo, culminata nell’omicidio di Ninì Rottino. Agli atti dell’inchiesta anche l’interferenza nelle elezioni amministrative di Furnari, comune poi sciolto dal Presidente della Repubblica nel 2009 per infiltrazioni mafiose.
L’impianto accusatorio dei pm Verzera e Massara regge anche in secondo grado. Nel 2012 la prima sentenza aveva stabilito 16 condanne per quasi 130 anni di carcere e un ergastolo, e subito dopo erano scattati gli arresti per due “colletti sporchi” ritenuti collusi ai clan. Quella confermata dalla Corte d’appello di Messina può essere ritenuta a ragione la prima grossa condanna ad un maxi processo per ecomafia in Sicilia.
Il verdetto d’appello ha confermato l’ergastolo per Aldo Nicola Munafò, braccio destro del boss Tindaro Calabrese – al quale sono stati inflitti 16 anni – accusato di essere l’esecutore dell’omicidio Rottino, il camionista eliminato nell’estate nel 2006 nella guerra tra Calabrese e il boss, oggi collaboratore di giustizia, Melo Bisognano. Sconto di pena per quest’ultimo, 7 anni e mezzo. Sconto di pena anche per il professore Nello Giambò, ex presidente di Tirrenoambiente ed ex sindaco di Mazzarrà S. Andrea. La condanna per lui scende da 14 a 8 anni. Otto anni anche per l’imprenditore Michele Rotella inteso “u baruni” che, insieme a Bisognano e Giambò costituirono la “triade” a cui si deve la nascita della discarica.














Smaltimento rifiuti in Sicilia, arrestato funzionario della Regione e 4 imprenditori per corruzione “Bustarelle”, viaggi e sesso  Arrestato funzionario regionale


Smaltimento rifiuti in Sicilia, arrestato funzionario della Regione e 4 imprenditori per corruzione,ITALCEMENTI,CANNOVA,TOLOMEO,ZUCCARELLO,SANSONE 

Nessun commento:

Posta un commento