Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



mercoledì 5 novembre 2014

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: ITALCEMENTI, ISPEZIONI DI FINANZA E CONSOB NELLE SEDI DEL GRUPPO DI PESENTI

ITALCEMENTI, ISPEZIONI DI FINANZA E CONSOB NELLE SEDI DEL
GRUPPO DI PESENTI


Italcementi, ispezioni di Finanza e Consob nelle sedi del gruppo di Pesenti

L'ipotesi alla base dell'operazione è l'abuso di informazioni privilegiate nella compravendita di azioni del gruppo del cemento e di Italmobiliare, entrambi presieduti da Gianpiero Pesenti e guidati dal figlio Carlo

Funzionari della Consob e militari del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno avviato mercoledì mattina a Milano e Bergamo un’ispezione nelle sedi del gruppo Italcementie della holding Italmobiliare. Entrambe le società sono quotate a Piazza Affari e presiedute da Giampiero Pesenti, mentre il figlioCarlo ne è consigliere delegato. L’ipotesi alla base dell’operazione dell’authority per le società e la Borsa e dei finanzieri è l’insider trading, cioè la compravendita di titoli da parte di persone in possesso di informazioni riservate.
Lunedì il premier Matteo Renzi, dopo aver partecipato al vertice degli industriali bresciani nella sede della Palazzoli, ha visitato anche una nuova linea produttiva della cementeria Italcementi di Rezzato.

CONSOB E FIAMME GIALLE IN AZIONE DAI PESENTI

I funzionari dell'Autorità di Borsa e i militari del Nucleo di polizia valutaria hanno ispezionato le sedi di Italcementi e della holding Italmobiliare. Ipotesi di insider trading

Consob e Fiamme Gialle in azione dai Pesenti
Carlo Pesenti alle spalle del premier Matteo Renzi,
che ha recentemente visitato il gruppo del
cemento con sede a Bergamo (imagoec)
MILANO - A poche ore dalla visita del premier Matteo Renzi, la famiglia Pesenti riceve una visita di ben diversa natura. I funzionari della Consob e i militari del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno avviato questa mattina a Milano e Bergamo un'ispezione nelle sedi di Italcementi e Italmobiliare Spa, società entrambe presiedute da Giampiero Pesenti. L'ipotesi all'esame di Consob e Gdf è insider trading.



Le due società sono entrambe quotate in Borsa. All'esame dell'Autorità guidata da Giuseppe Vegas e delle Fiamme Gialle vi sarebbe una compravendita di titoli delle due società da parte di persone venute in possesso di informazioni riservate. Si tratterebbe però di una attività amministrativa, hanno indicato fonti investigative, specificando che l'ispezione non è legata ad alcuna inchiesta giudiziaria, di Milano o di altra procura.












ITALCEMENTI CHIUDE TRE STABILIMENTI: SINDACATI IN SCIOPERO

Previsti 200
esuberi da gennaio 2014. L'11/10 corteo a Bergamo.


Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi.
CARLO PESENTI CONSIGLIERE DELEGATO ITALCEMENTI
Sciopero di otto ore venerdì 11 ottobre in tutti gli stabilimenti del gruppo Italcementi, per chiedere il rispetto delle intese sul piano di riorganizzazione. I sindacati hanno lamentato la decisione dell'azienda di chiudere tre impianti in anticipo rispetto al termine di fine 2014, fissato negli accordi siglati al ministero dello Sviluppo economico. La chiusura, anticipata a gennaio 2014, riguarda gli stabilimenti di Scafa (Pescara), Monselice (Padova) e Broni (Pavia) ed è destinata a creare 200 esuberi.


ATTIVITÀ SOSPESE DA GENNAIO. Lo sciopero, è scritto in una nota dei sindacati, «è stato proclamato a seguito della confermata volontà del gruppo di voler sospendere per poi cessare qualsiasi attività» nei tre stabilimenti «a partire da gennaio 2014 (con 200 esuberi cogenti) e di voler rivedere comunque gli obiettivi del piano 2015 in funzione dell'andamento del mercato nel periodo di vigenza dell'accordo».




MERCATO IN PEGGIORAMENTO. L'aggiornamento del piano, con l'anticipo delle chiusure degli impianti, è stato deciso da Italcementi a causa del peggioramento della situazione di mercato registrata nel primo semestre dell'anno. Nell'incontro dello scorso 23 settembre, l'azienda ha così proposto una ridistribuzione della cassa integrazione, giudicata dal gruppo cementiero rispettosa degli accordi con il sindacato, in modo da consentire la totale sospensione delle attività di Monselice e Scafa e rinviando ogni decisione strutturale sulla base del futuro andamento del mercato.




CIG PER 1080 PERSONE. Il piano, firmato lo scorso 27 dicembre al Mise, prevedeva 1.080 esuberi temporanei attraverso il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione, con l'impegno a decidere sul destino degli impianti all'inizio del 2015.


I sindacati hanno chiesto anche relazioni sindacali «basate sul confronto» nella gestione di «trasferimenti e trasferte di lavoratori, formazione, rotazione equa dei lavoratori collocati in cassa integrazione, pagamento ratei premio feriale e pagamento indennità di preavviso».

CORTEO A BERGAMO. In mano ai sindacati c'è un pacchetto di altre otto ore di sciopero da eseguire entro la fine di ottobre. È stato inoltre proclamato lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e delle attività affidate a imprese esterne. In occasione dello sciopero di venerdì è previsto che si tenga a Bergamo un corteo destinato a concludersi davanti alla sede del gruppo. A conclusione della manifestazione hanno intenzione di parlare i tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil del comparto lavoratori edili.
http://www.lettera43.it/economia/aziende/italcementi-sindacati-pronti-allo-sciopero_43675110484.htm



leggi: 
Renzi all'Italcementi di Rezzato, scontri fuori lo stabilimento








AFFARONI PESENTI! - IL PRESIDENTE DI ITALCEMENTI E' COINVOLTO NELL’AFFARE DELLA SVENDITA PER POCO PIU’ DI 3 MILIONI DELLO YACHT DI UBI LEASING - CADONO I POTERI DELLA FINANZA CATTOLICA LOMBARDA. E C’E’ IL RISCHIO CHE CADANO TUTTI I VERTICI DI UBI…


Gli inquirenti, inoltre, stanno tentando di fare luce su un presunto patto parasociale occulto, che, se fosse appurato, potrebbe condurre alla nullità dell'assemblea dei soci della primavera del 2013 che aveva rinnovato gli organi di Ubi. E, a riguardo, sarà interessante capire l'esito dell'udienza in calendario per il 5 giugno, al Tribunale di Brescia…


Carlotta Scozzari per Dagospia
GIAMPIERO PESENTI
GIAMPIERO PESENTI


Oltre a Giovanni Bazoli, tra gli indagati nell'inchiesta su Ubi Banca, che questa mattina ha condotto alle perquisizioni nella sede di Bergamo e negli uffici dei diretti interessati, spicca il nome di Giampiero Pesenti, capostipite della famiglia nota per avere un piede nei salotti finanziari che contano, da Rcs a Mediobanca.
Pesenti è indagato nell'inchiesta su Ubi Leasing, controllata del gruppo guidato da Victor Massiah. Ma che c'entra il grande capo del gruppo industriale cementiero con base a Bergamo, Italcementi, e di Italmobiliare, la holding di famiglia quotata in Borsa che ha in pancia le principali partecipazioni nei salotti finanziari, con le presunte operazioni irregolari su cui la Procura sta indagando?
Dietro all'imprenditore, sembra celarsi una complessa quanto controversa operazione di leasing nautico, su cui già quasi due anni fa si era concentrato il faro della Banca d'Italia, e che in un primo momento aveva riguardato Massimo Crespi, l'imprenditore degli yacht arrestato nel luglio del 2012 per evasione e frode fiscale.
Già Bankitalia, nei suoi rilievi dopo l'ispezione avviata nel 2012, puntava il dito su tale posizione creditoria, "da tempo a sofferenza e oggetto di procedimenti giudiziari", dalla quale era scaturita una denuncia all'Autorità giudiziaria per "truffa", "in relazione - scriveva Palazzo Koch - tra l'altro, alla circostanza che il valore iniziale dell'operazione era di 10,1 milioni oltre Iva a fronte di un bene che sarebbe stato pagato 6,5 milioni".
GIOVANNI BAZOLI E JOHN ELKANN
GIOVANNI BAZOLI E JOHN ELKANN
    

In particolare, la magistratura starebbe indagando sulla vendita finale di questa imbarcazione, per poco più di 3 milioni, a una società cipriota che sembra riconducibile alla famiglia Pesenti, dal momento che la cifra si allontana parecchio dai 10,1 milioni più Iva che erano stati pagati dalla stessa Ubi Leasing.
Dopo l'insolvenza di Crespi, una prima perizia aveva valutato lo yacht circa 6 milioni, mentre una seconda perizia poco dopo aveva abbassato l'asticella a circa 4 milioni. Ora, l'attenzione degli inquirenti si sta concentrando sul fatto che questa seconda perizia sarebbe stata realizzata dal comandante della barca dello stesso Pesenti, Alessandro Miele.
Quest'ultimo ha anche una società di brokeraggio, che sembra abbia agito come intermediario per la cessione dello yacht a una società riconducibile a Italo Lucchini, consigliere di sorveglianza di Ubi che pure figura tra gli indagati. Lucchini, da ultimo, avrebbe "girato" l'imbarcazione a Pesenti attraverso una società cipriota.
ubi banca
UBI BANCA


Ma questa presunta operazione irregolare con Ubi Leasing non è certo l'unico legame tra i Pesenti e la Popolare guidata da Massiah. La famiglia lombarda è, infatti, azionista storica di Ubi, attraverso la holding Italmobiliare, che al 31 dicembre scorso custodiva in portafoglio lo 0,257% della Popolare.
In ogni caso, sembra essercene abbastanza perché saltino in aria i poteri finanziari legati agli ambienti della finanza cattolica che da anni si identificano con la famiglia Pesenti e l'ex presidente di Ubi Emilio Zanetti, per quel che riguarda l'anima bergamasca della banca, e con Abramo Bazoli per quanto concerne l'ala bresciana. Zanetti, tra l'altro, da sempre vicino ai Pesenti tant'è che siede nel consiglio di amministrazione di Italcementi, risulta pure nel registro degli indagati.

Gli inquirenti, inoltre, stanno tentando di fare luce su un presunto patto parasociale occulto, che, se fosse appurato, potrebbe condurre alla nullità dell'assemblea dei soci della primavera del 2013 che aveva rinnovato gli organi di Ubi. E, a riguardo, sarà interessante capire l'esito dell'udienza in calendario per il 5 giugno, al Tribunale di Brescia, in cui si discuterà la richiesta di annullamento dell'assise presentata da Giorgio Jannone, ex deputato del Pdl che proprio l'anno scorso aveva tentato senza successo di rottamare i vertici del gruppo del credito lombardo. Forse adesso per la rottamazione di Jannone i tempi sono maturi.




Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: ITALCEMENTI, ISPEZIONI DI FINANZA E CONSOB NELLE SEDI DEL GRUPPO DI PESENTI

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